10 Marzo 2010

Eternit, chiesto il trasferimento

RUBIERA. Il collegio dei difensori ha chiesto di trasferire il processo Eternit da Torino a Genova e nell’ aula del tribunale, per un problema al sistema di trasmissione streaming, sono risuonate le note di una canzone di Fabrizio De Andrè: è successo alla ripresa della causa per le malattie e le morti provocate dall’ amianto lavorato in quattro sedi italiane della multinazionale svizzera, tra cui l’ ex Icar di Rubiera. Quando l’ avvocato Cesare Zaccone si è alzato per cominciare il suo intervento, i presenti hanno sentito distintamente «Amore che vieni amore che vai», uno dei primi brani composti dal cantautore genovese. La circostanza non ha mancato di generare un siparietto tra Zaccone e il presidente del tribunale, Giuseppe Casalbore. La difesa degli imputati (il miliardario elvetico Stephan Ernest Schmidheiny e il barone belga Jean marie Luis Ghislain De Cartier de Marchienne) ritiene che la causa debba essere celebrata a Genova perchè nel capoluogo ligure c’ era la sede legale e decisionale della Eternit. Di parere opposto si è detto il pm Gianfranco Colace (il quale, per un’ altra singolare coincidenza, è genovese di origine). L’ istanza, peraltro, era stata respinta all’ udienza preliminare. Su questa e altre questioni il tribunale si pronuncerà il 22 marzo. La questione territoriale non avrà comunque conseguenze sul «futuro processuale» delle parti civili accolte dal tribunale. In totale sono oltre 6.300 e tra queste figurano una trentina di familiari di operai dell’ ex Icar, la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Reggio, il Comune di Rubiera e la Cgil. Dalla causa sono invece state escluse il Consiglio dei ministri, l’ Unione europea e una decina di associazioni, tra le quali il Codacons.

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