7 Aprile 2009

Eternit, alla prima udienza in migliaia e da tutta Europa

 "Giustizia" La chiedono i famigliari delle vittime dell’amianto. Ieri, nel processo contro l’Eternit, c’è stato un via vai ininterrotto di persone.

 TORINO – Sono 270 le persone che da varie regioni d’Italia si sono presentate ieri mattina al Palazzo di giustizia di Torino per costituirsi parte civile nell’udienza preliminare per i morti d’amianto negli stabilimenti italiani della Eternit. La loro registrazione continuerà domani. Le parti lese sono, ad ora, 2.889.  Ma numerosi sono anche gli enti e le associazioni che hanno deciso di far valere i propri diritti: dall’Inail, a Legambiente, fino alla Cgil e al Codacons. Gli imputati sono gli ex vertici della Eternit, lo svizzero Stephan Schmidheiny, 61 anni, e il barone belga Jean Louis De Cartier, 88 anni: rispondono di disastro doloso. "Sarà un processo giusto per tutti, per le vittime e per gli imputati", ha detto il pubblico ministro Raffaele Guariniello, che ha coordinato le indagini, poco prima di entrare in aula. Più di 500 persone, arrivate da Belgio, Francia e Svizzera, e membri di organizzazioni di vittime dell’amianto si sono radunate davanti al tribunale.Migliaia di mortiLe micidiali fibre di amianto che si lavoravano nella Eternit di Casale Monferrato e negli altri stabilimenti italiani (Bagnoli, Cavagnolo, Rubiera di Reggio Emilia) avrebbero causato oltre 2mila morti. Secondo Legambiente, dal 1988 al 1997 solo in Emilia-Romagna ci sono stati 610 decessi per tumore maligno alla pleura, una patologia associata all’esposizione all’amianto.

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