6 Aprile 2012

Estorsione, indagato dipendente di Costa

Estorsione, indagato dipendente di Costa

SCATOLA NERA in perfetta efficienza quella duplicata nelle stanze dell’ Oto Melara di La Spezia. E quindi dati leggibili e a disposizione dei periti nominati dal gip Valeria Montesarchio, ma soltanto fino alle 23.36 di quella maledetta sera del 13 gennaio. E’ quanto sarebbe emerso dagli accertamenti che sono stati eseguiti ieri. Cioè a dire che la scatola nera della Concordia ha continuato a registrare per due ore dopo la collisione. Fino alle 23.36. Una eventualità, questa, che era stata messa in conto dai periti fin dal 16 marzo scorso, quando il collegio e i finanzieri del Gat si riunirono nella biblioteca della Procura grossetana. IN QUELL’ occasione, infatti, uno dei consulenti di parte (Ambrosio) chiese ai tecnici della Sam Electronics ? la ditta olandese che ha costruito il sistema Vdr ? se in caso di black-out fosse stata prevista l’ alimentazione di emergenza. Il tecnico rispose, appunto, «Solo di due ore». Quando si è stoppata la registrazione, peraltro, era in corso l’ evacuazione della nave. E probabilmente il comandante Schettino era ancora a bordo. Dure polemiche sulla reale funzionalità della scatola nera sono state sollevate dal Codacons. Secondo l’ associazione dei consumatori, infatti, il sistema Vdr sarebbe risultato «non funzionante a partire dalle 15 del 9 gennaio, cioè 4 giorni prima del naufragio. E ne era informata anche la Costa». « Se fosse davvero così ? ha commentato il presidente Carlo Rienzi ? allora andrebbero accertate le responsabilità delle autorità marittime: cioè come ha potuto la Capitaneria di porto di Civitavecchia consentire la partenza della Concordia in queste condizioni». Intanto il sostituto procuratore di Genova, Cristina Camaiori, ha indagato un dipendente di Costa Crociere per estorsione. Secondo l’ accusa l’ uomo avrebbe chiesto soldi per non rilasciare interviste diffamatorie sul naufragio. Al pm ha raccontato di essere stato contattato dalla trasmisione Le Iene e sostenendo che gli sono stati offerti dei soldi per rilasciare alcune dichiarazioni. Lui, poi, ha contattato la Costa per farsi pagare il silenzio. Cristina Rufini.

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