Estimi, la spuntano le associazioni
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
la commissione tributaria regionale rigetta l’ appello dell’ agenzia del territorio
• Estimi, ancora una vittoria delle associazioni dei consumatori. Le prime sentenze della commissione tributaria regionale, infatti, rigettano l’ appello proposto dall’ agenzia del territorio e confermano le decisioni della commissione tributaria provinciale. E il Codacons di Lecce, a questo punto, auspica che l’ agenzia del territorio annulli d’ ufficio tutti gli accertamenti compiuti per «manifesta illegittimità, ponendo fine ad un contenzioso che ha intasato le aule di giustizia, fatto spendere centinaia di migliaia di euro sia ai cittadini che alla pubblica amministrazione». Si tratta – come detto – delle prime sentenze emesse dalla commissione regionale, «che fanno ben sperare – sottolinea Luisa Carpentieri, responsabile della sede di Lecce del Codacons – anche per le successive, confermando l’ assolu ta bontà dell’ azione delle associazioni dei consumatori e del Codacons che decisero, con uno sforzo organizzativo e professionale immane, di impugnare, nei brevissimi termini previsti, gli innumerevoli accertamenti emessi dall’ a g enzia del territorio su richiesta del Comune di Lecce». Da qui, dunque, l’ auspicio che «l’ agenzia delle entrate de Una panoramica del capoluogo cida di porre fine alla telenovela, annullando d’ uf ficio tutti gli accertamenti compiuti con riferimento al classamento degli immobili». «La decisione della commissione tributaria regionale – si sottolinea – conferma infatti l’ assoluta bontà della decisione delle associazioni dei consu matori e dei proprietari di unire le forze per contrastare giudizialmente gli accertamenti: senza quella iniziativa e senza il gruppo di lavoro che allora si costituì, oggi i cittadini di Lecce avrebbero meno diritti e sarebbero chiamati a pagare molti più soldi per imposte e tasse». «La decisione di rivol gersi alla magistratura – conclude il Codacons – è stata vincente e bene hanno fatto quei cittadini che, dinanzi al sopruso, si sono rivolti con fiducia ai magistrati e quindi allo Stato. Oggi chi non fece quella scelta si trova a dover pagare maggiori importi per imposte e tasse».
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