23 Febbraio 2013

Estimi, la rabbia di Melica «Delibere non ritirabili»

Estimi, la rabbia di Melica «Delibere non ritirabili»

LECCE – I ricorsi contro gli aumenti degli estimi castali sui fabbricati, decisi dall’ Agenzia del Territorio, sono quasi mille. Il Pd, con le associazioni dei consumatori, ha attaccato il sindaco Paolo Perrone sulle delibere di giunta del 2010 con le quali il Comune chiese all’ Agenzia di provvedere al riclassamento. Perrone è stato molto critico con il consigliere comunale del Pd, Antonio Rotundo. Ieri Luigi Melica, consigliere dell’ Udc, è intervenuto nella vicenda. Ecco le sue parole: «Oggi è forse impossibile revocare la delibera di Giunta che ha dato impulso al riclassamento degli estimi. Sarebbe opportuno farlo, ma nascerebbe un contenzioso tra Comune e Agenzia del territorio, che si aggiungerebbe alle centinaia di contenziosi che stanno mettendo in ginocchio il Comune. Resta in ogni caso un fatto inequivocabile: se il Comune avesse reagito il 4 dicembre – data in cui il Comune ha ricevuto il diniego ufficiale dell’ Agenzia del territorio di bloccare il procedimento – e se non avesse occultato la risposta, in quel momento si sarebbe potuto e dovuto revocare quella vituperata delibera. Se non fosse stato per il sottoscritto, che ha reso pubblico il diniego dell’ Agenzia, chissà quando si sarebbe saputo. A oggi, le responsabilità sono chiare». Melica ha concluso: «Per quel che mi riguarda, sto collaborando con l’ Ufficio legale del Comune, insieme al mio legale Pierluigi Portaluri, per individuare la migliore strategia processuale davanti al Tar, per cercare di bloccare l’ intera procedura. Che poi fosse competente il Consiglio, oltre che la Giunta, è una questione molto solida e che è contenuta nel ricorso autonomo presentato dal Codacons, che, parimenti, è finalizzato a bloccare il processo di riclassamento, indipendentemente da presunti “azzoppamenti». Ieri Rotundo è tornato sull’ argomento ed ha chiesto al sindaco di revocare in autotutela le delibere sugli estimi «per tutelare i cittadini da un a nuova batosta», ha detto Rotundo. Che ha aggiunto: «Perché costringere centinaia o forse migliaia di nostri concittadini a sobbarcarsi la spesa di 200-300 euro per fare ricorso se la giunta può intervenire con un atto di autotutela senza attendere l’ esito del pronunciamento del Tar? Da parte non, sollevando la questione dell’ incompetenza della giunta ad adottare le delibere del 2010, non c’ era alcuna polemica». S. A. RIPRODUZIONE RISERVATA.
       

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