Estimi, il Tar boccia il riclassamento
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
E’ nulla tutta la procedura di riclassificazione delle abitazioni presenti in città. Quindi, se non vi sarà un ulteriore passaggio al Consiglio di Stato, sono da considerarsi nulli tutti gli avvisi di accertamento (con relativi aumenti degli estimi catastali) emessi dall’ Agenzia del territorio e notificati ai contribuenti leccesi. A stabilirlo è stata ieri la Prima sezione del Tar di Lecce, presieduta da Antonio Cavallari, che ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Luisa Carpentieri e Leonardo Leo per conto di un privato cittadino, Raffaele Ungar o, e delle associazioni Codacons, Adusbef Puglia e Adoc provinciale di Lecce. Nella sentenza, il Tar Lecce ha ritenuto illegittimi sia gli atti di competenza dell’ Agenzia del Territorio sia quelli approvati in proposito dal Comune di Lecce. In particolare, le deliberazioni del 2010 per l’ individuazione delle cosiddette «microzone». Atti che, a detta degli stessi giudici amministrativi, «sono stati eliminati dal mondo giuridico». Gli stessi che, nei mesi scorsi, i gruppi di opposizione a Palazzo Carafa avevano più volte chiestoe non ottenuto – di ritirare in autotutela. Il Tar ha quindi accolto integralmente il ricorso delle associazioni di consumatori e ha invece dichiarato «improcedibile» quello presentato autonomamente dal Comune di Lecce. La vicenda ha provocato una valanga di proteste e di ricorsi (circa 6mila, pare) alla Commissione tributaria contro gli avvisi di accertamento emessi dall’ Agenzia. Ora quegli atti, salvo eventuale decisione contraria del Consiglio di Stato, sono tutti inefficaci e l’ Agenzia dovrà provvedere tempestivamente al loro annullamento, ripristinando i vecchi valori catastali. «Per rendere effettiva la sentenza – fa sapere l’ avvocato Piero Mongelli, a nome del Codacons Lecce – chi non ha fatto ricorso alla Commissione tributaria dovrà necessariamente fare istanza all’ Agenzia del Territorio finalizzata a chiedere il ripristino dei vecchi valori qualora ciò non fosse fatto d’ ufficio dalla stessa Agenzia. Ora, però, il sindaco Paolo Perrone non ci venda la favoletta che ha vinto lui e la sua Amministrazione – rincara la dose Mongelli – Tutta questa perdita di tempo, tutti i soldi spesi dai cittadini per i ricorsi e per consentire alle associazioni dei consumatori di approntare un’ adeguata difesa, si sarebbe potuta tranquillamente evitare se solo il Comune di Lecce avesse preso atto delle evidenti illegittimità degli atti, che aveva posto in essere, aderendo alle nostre richieste». E soddisfazione esprime anche il professor Pier Luigi Portaluri, legale dei gruppi di minoranza nel ricorso ad adiuvandum. «Soddisfazione – spiega Portaluri – per il successo di un’ iniziativa processuale che ha sancito l’ ille gittimità di atti che aumentavano la pressione fiscale sul contribuente, senza considerare la consistenza oggettiva del suo patrimonio immobiliare. Positiva è anche la convergenza tra governo cittadino e opposizione a tutela dei legittimi interessi dei cittadini leccesi».
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