20 Aprile 2014

Estimi, famiglie nel caos «Ignoratela revisione»

Estimi, famiglie nel caos «Ignoratela revisione»

Caos estimi. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che “riabilita” il riclassamento delle rendite bocciato dal Tar perché «iniquo e immotivato», i contribuenti chiedono chiarezza e preparano l’ assalto agli sportelli delle associazioni dei consumatori e agli studi professionali. Perché al di là delle rassicurazioni del Comune – «l’ aumento delle tasse non ci sarà» – i dubbi sul tavolo sono molti, alla vigilia della presentazione del modello 730 o dell’ Unico nel quale, chi possiede un immobile, dovrà indicare anche la relativa rendita catastale. Sarà quella la base che il Fisco utilizzerà poi per calcolare Imu, Irpef, Tasi e tutte le tasse di compravendita immobiliare. Si dovrà scrivere la vecchia rendita o quella riclassata? Differenza non da poco, visto che le tasse – con i nuovi estimi – schizzeranno in sù, ad un +20% stando alle prime, approssimative stime. Cosa fare? Anche perchécome più volte si è detto in questi giorni – la città è divisa in due: ci sono poche migliaia di cittadini, circa 7.000, che hanno presentato con successo un ricorso individuale alla Commissione tributaria provinciale (Ctp) contro l’ Agenzia delle Entrate e quelli che, invece, non avendolo fatto, dovranno aspettare e sperare nel ricorso in Cassazione al quale lavorano, insieme, Comune e consumatori. E poi, ancora, a riprova del “pasticcio” nel quale si è tradotta l’ intera operazione estimi, ci sono cittadini che non hanno mai ricevuto la lettera di notifica da parte dell’ ex Catasto e, dunque, ufficialmente non sanno dell’ avvenuto riclassamento. A suggerire ai contribuenti quale condotta sia meglio adottare per evitare di incappare, domani, in spiacevoli sorprese, è Daniele Imbò di Adusbef, l’ associazione di consumatori che insieme a Codacons e Adoc, ha contestato al Tar il riclassamento fatto dall’ ex Catasto su mandato del Comune. «I cittadini che hanno fatto ricorso alla Commissione tributaria – spiega – useranno il dispositivo della sentenza per compilare 730 e Unico con le vecchie rendite catastali. Chi ha ancora un ricorso pendente – dice Imbò – indichi le vecchie rendite se non ha ancora avuto la sentenza; viceversa, i cittadini dovranno indicare quella nuova e lo stesso dovranno fare tutti coloro che non hanno presentato ricorso alla Ctp. Questo vale se il ricorso al quale lavoriamo con il Comune non verrà esaminato entro i termini di legge per presentare le dichiarazioni dei redditi. Converrà dichiarare le nuove rendite e poiconclude – eventualmente, agire per ottenere un rimborso». Ma non la pensano così i commercialisti, che più cautamente suggeriscono ai cittadini del capoluogo di fidarsi delle comunicazioni di Palazzo Carafa, che ha promesso non ci sarà alcun aumento delle tasse, e di continuare quindi a indicare nei 730 e negli Unici le vecchie rendite. «Ad una prima analisi – spiega il commercialista Sandro Dimitri – credo valga la pena non fare nulla. Cioè continuare a dichiarare le vecchie rendite catastali. Anche perché ai fini Irpef e Imu, per la prima casa, non cambierebbe niente comunque». L’ aumento delle tasse riguarderà, infatti, gli immobili diversi dal primo. Un suggerimento che si fonda, per Dimitri, su un principio di prudenza, «sugli indirizzi dati dal Comune, anche se con un semplice comunicato stampa» e sul fatto che, fino a oggi, i circa 7.000 contribuenti che hanno presentato ricorso alla Commissione tributaria, «per la maggior parte hanno incassato una vittoria». Dunque, secondo il commercialista, ci sono buone possibilità perché il “pasticcio estimi” finisca per implodere su se stesso e, anche qualora il Comune finisca per perdere la causa davanti ai giudici, difficilmente – è la tesi del professionistaprocederebbe a cuor leggero agli accertamenti Imu con le nuove rendite, consapevole com’ è delle.
 

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