3 Marzo 2019

Estimi e aumento delle tasse: la batosta arriva per 49mila

dalla sentenza del consiglio di stato si salva solo il 12% dei cittadini (su 56mila avvisi notificati) che era ricorso alla commissione tributaria
di Sergio Salvatore COSTA Una sentenza dura da digerire, quella con cui il Consiglio di Stato ha messo la parola fine sull’ annosa e contorta vicenda del riclassamento delle rendite catastali nel comune di Lecce. Soprattutto per quei 49mila contribuenti leccesi proprietari di seconde case, locali commerciali, studi professionali e pertinenze varie che adesso dovranno pagare il 20 per cento in più, in media, rispetto a quanto sino ad ora corrisposto. Una vera e propria stangata che ha scatenato malumori e proteste. Ma tant’ è. Resta al momento la certezza di una sentenza del Consiglio di Stato che ha completamente ribaltato quanto in un primo momento accolto dai giudici del Tribunale amministrativo a cui si erano rivolti per impugnare il provvedimento. Per loro, a differenza di quanti avevano deciso di intraprendere la strada del ricorso alla Commissione tributaria, scelta risultata alla fine indovinata con vittoria nei tre gradi di giudizio, adesso è arrivato il momento di andare a versare le somme in più previste nel nuovo riclassamento delle rendite catastali, con un esborso pari a circa il 20 per cento maggiore rispetto a quanto sino ad ora corrisposto. «Con la sentenza del Consiglio di Stato è calato il sipario sulla vicenda del riclassamento delle rendite catastali operata dall’ Agenzia del Territorio su richiesta della Giunta Comunale di Lecce per mezzo delle due ben note delibere del 2010 – si legge nella nota congiunta a firma di Adoc, Adusbef e Codacons, le tre associazioni per la tutela dei consumatori che hanno seguito la vicenda sin dal primo momento e che hanno portato avanti una battaglia al fianco dei contribuenti -. Su circa 56000 avvisi notificati solo il 12% circa dei cittadini circa intese impugnare dicono Alessandro Presicce (Adoc), Antonio Tanza (Adusbef) e Piero Mongelli (Codacons) mentre i restanti contribuenti hanno subito un danno. Lo subiscono i proprietari di seconde case e di locali commerciali, che vedranno cristallizzarsi il nuovo classamento, mentre per i proprietari di prime case, anche se non hanno opposto ricorso, l’ aggravio di costi non c’ è nell’ immediato. Al momento di una eventuale rivendita degli immobili, tuttavia, gli acquirenti pagheranno una maggiore imposta dovuta al valore più alto presente in catasto». Questo l’ epilogo di una vicenda iniziata con le due delibere del Comune di Lecce firmate nel 2010 e sulla quale il Consiglio di Stato con la sentenza dell’ altro giorno ha messo definitivamente la parola fine. «L’ Amministrazione Comunale del 2010, con le citate delibere e con il loro mancato annullamento, ha prodotto un danno per i cittadini in quanto, esclusi i ricorrenti, questi hanno visto indiscriminatamente aumentare la rendita dei propri immobili mediamente nell’ ordine del 20%. Inoltre, l’ operazione del riclassamento ha prodotto minori entrate per il Comune che invece erano state preventivate, ma ovviamente non più realizzabili», spiegano ancora dalle tre associazioni di tutela dei consumatori. Ad uscire vittoriosi da questa contorta vicenda sono soltanto quei contribuenti, circa settemila, che decisero di impugnare il provvedimento davanti alla Commissione tributaria: «Quei cittadini che prudentemente, anche con l’ ausilio delle associazioni dei consumatori, si assunsero l’ onere di impugnare gli avvisi di accertamento hanno visto e stanno vedendo annullarsi il classamento illegittimo con le sentenze della Cassazione. Chi invece decise di aspettare, oggi resta deluso». Una partita che sembra quindi definitivamente chiusa, almeno per quei contribuenti che avevano deciso di impugnare il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo e che adesso, alla luce della definitiva sentenza emessa dal Consiglio di Stato si troveranno con una rendita catastale maggiorata del 20 per cento. Ci sono però anche quei cittadini che, nonostante non sia mai pervenuta da parte dell’ Agenzia delle entrate la notifica di aumento, si trovano ora con una rendita catastale maggiorata. «Sul versante della difesa dei cittadini, come associazioni per i diritti dei consumatori, stiamo valutando ogni singola posizione, in particolare stiamo studiando strumenti di tutela sia per coloro che hanno visto la rendita aumentata pur non essendo pervenuta da parte dell’ Agenzia delle Entrate la notifica dell’ avviso, e non potendo quindi nemmeno fare ricorso, e per coloro che pur avendo fatto ricorso e vinto finanche in Cassazione non vedono ancora in visura la rendita corretta», sottolineano da Adoc, Adusbef e Codacons.
salvatore costa

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