Estimi catastali: il caso sul tavolo del ministro Tria
-
fonte:
- Quotidiano di Puglia
interrogazione di bellanova: «bisogna evitare discriminazioni tra cittadini»
di Salvatore Sergio COSTA La contorta e spinosa vicenda degli estimi catastali, che porterà a circa 50mila contribuenti leccesi un aumento di Imu, Irpef e Tasi pari al 20%, approda in Parlamento. A chiedere di far luce sulla questione è la senatrice Teresa Bellanova (Pd), che ha indirizzato al ministro Tria un’ interrogazione. «Ho chiesto al ministro – dice – di intervenire con urgenza per evitare una discriminazione e un danno evidente tra i cittadini leccesi». La rivalutazione degli estimi catastali porterà a un vertiginoso aumento di Irpef, Imu, Tasi e tasse di compravendita degli immobili, ma non per tutti: solo per coloro che, quando esplose il caso estimi, non presentarono ricorso alla commissione tributaria, come ripercorre nell’ interrogazione indirizzata al ministro Tria la senatrice Bellanova. «Una situazione spiega l’ esponente Pd sui social – che ha portato a un paradosso enorme: cittadini che abitano sullo stesso piano, in appartamenti uguali, del medesimo condominio, pagheranno pagare tasse diverse. Un provvedimento iniquo che finisce per trattare diversamente, dal punto di vista tributario, situazioni identiche». La questione estimi catastali, che ha sollevato polemiche a non finire dopo la sentenza del Consiglio di Stato, approda in Parlamento. E la speranza è che si possa trovare una soluzione per scongiurare il caos e una batosta a carico dei più deboli. «Questo avverrà, infatti, non appena la sentenza definitiva del Consiglio di Stato sul ricorso, respinto, delle associazioni dei consumatori, si tradurrà in cartelle esattoriali: si dovranno pagare le tasse aumentate e anche gli arretrati dal 2013 e le sanzioni», dice Bellanova. Che poi aggiunge: «I numeri, meglio delle parole, spiegano l’ iniquità della manovra che si sta per abbattere sui leccesi, penalizzando i più deboli e favorendo i più ricchi e avveduti: l’ aumento delle rendite catastali è pari al 40% nel centro storico e al 15% nel resto della città. Dunque chi, fino a ora, ha pagato 100 euro di Imu, domani, dopo l’ aumento, pagherà 140 o 115 euro, più arretrati e sanzioni». Nelle prossime ore intanto, verrà presentata l’ istanza all’ Agenzia dell’ Entrate di Lecce con cui le associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef e Adoc chiedono l’ annullamento in autotutela di tutti gli atti di riclassamento degli immobili dal 2012 ad oggi. L’ annuncio del procedimento è stato fatto nei giorni scorsi proprio dai responsabili delle tre associazioni (Carpentieri e Mongelli per il Codacons, Imbò per Adusbef e Presicce per Adoc) nel corso di una conferenza stampa in cui sono stati ripercorsi i passaggi della complessa vicenda degli estimi catastali, iniziata nel 2010 con le due delibere delle giunta all’ epoca guidata dal sindaco Paolo Perrone. Per i referenti leccesi delle tre associazioni al momento è l’ unica strada possibile per arrivare a una soluzione dopo la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha messo la parola fine ribaltando il primo verdetto con cui il Tar aveva invece riconosciuto le ragioni dei contribuenti. E resta ancora tutta da chiarire la questione si quei contribuenti che pur non avendo ricevuto nessuna notifica inerente il nuovo riclassamento, come previsto invece per legge, si ritrovano con un aumento delle rendite catastali.
sergio costa
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: estimi catastali, lecce
