21 Giugno 2011

Estate: tempo di viaggi in mare

• Il trasporto per mare è regolato dalla normativa speciale contemplata dal codice della navigazione. L’ art. 400 cod. nav., nel caso in cui il passeggero si venga a trovare nell’ impossibilitá di partire per motivi gravi, giustificati ed imprevedibili, opportunamente documentati prevede la risoluzione del contratto di viaggio. Invece nell’ ipotesi in cui per causa non imputabile il passeggero sia costretto a interrompere il viaggio giá iniziato, questi avrá diritto alla restituzione del prezzo per la parte di viaggio non effettuata. Per quanto riguarda eventuali danni subiti durante il trasporto la legge presume la colpa del vettore, prevedendo, così, un ipotesi cd di responsabilitá oggettiva. Per i danni alle cose, le compagnie di navigazione tendono a fare valere il limite di risarcibilitá previsto dal codice della navigazione per il trasporto di merci. Tale limite è sicuramente insufficiente ove si verifichi, ad esempio, un danno all’ autovettura imbarcata. Proprio per questo motivo la giurisprudenza ha equiparato l’ auto al bagaglio portato dal passeggero, sottraendola, quindi, al limite di risarcimento previsto per il trasporto merci. Alcune compagnie di navigazione, in recepimento di questo orientamento, consentono di effettuare, al momento dell’ imbarco, la registrazione della vettura con una "dichiarazione di maggior valore". In questo caso scegliendo di versare un modesto supplemento si avrá la possibilitá, in caso di danni all’ auto, di ottenere il risarcimento integrale. Invece, ove si verifichi un ritardo sull’ orario di arrivo previsto, il vettore dovrá risarcire qualsiasi danno che ne sia conseguenza diretta se non prova che il ritardo stesso è dipeso da forza maggiore. * Resp. Ufficio Legale.
 

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