Estate sempre più torrida per i farmacisti reatini
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fonte:
- Il Messaggero
Estate sempre più torrida per i farmacisti reatini che oggi, insieme ai colleghi di tutta Italia, abbasseranno ancora una volta le saracinesche in segno di protesta contro il decreto Bersani. Dopo quello indetto il 19 luglio e vista la fumata nera dell`incontro tra Federfarma e Governo, le farmacie private proclamano una seconda giornata di sciopero ed annunciano ulteriori, pesanti azioni di contrasto contro l`ipotesi di liberalizzazione del mercato. A pagarne lo scotto saranno in primo luogo i cittadini che oggi a Rieti non troveranno una sola farmacia aperta, fatta eccezione per l`Asm 2 (le Comunali non aderiscono alla mobilitazione), mentre in provincia la regolarità di turno garantita supera appena il 25 per cento. Difficile individuare spiragli d`apertura in un braccio di ferro che sembra destinato ad irrigidirsi sempre di più, con i farmacisti che proprio non ne vogliono sapere di accettare passivamente l`ingresso dei capitali all`interno del settore. Il motivo? «E` semplice – spiega Corrado Caramagno presidente di Federfarma Rieti -, il decreto Bersani comporterebbe la crisi delle piccole farmacie, condannate in questo modo alla chiusura. Tradotto: la scomparsa di quello che è un vero punto di riferimento nelle zone più marginali, lo smantellamento di pezzi di stato sociale». E se si guarda alla realtà della provincia reatina, si capisce che i timori di Federfarma si amplificano soprattutto in quelle microaree dove il servizio farmaceutico finisce per assolvere quasi una funzione sociale. «In paesi con poche centinaia di abitanti e con una popolazione in larga parte costituita da anziani – continua Caramagno – la figura del farmacista è storicamente un elemento fondamentale per la comunità». Inaccettabile secondo il fronte della protesta, la presenza di un farmacista nei centri commerciali per la vendita dei prodotti da banco, in quanto «significherebbe lavorare in un surrogato di una farmacia». Eppure, a dare addosso a Federfarma sono proprio le associazioni dei consumatori come Codacons e Adoc che giudicano la posizione dei farmacisti «arrogante e di chiusura», mentre dall`altra parte il garante della commissione scioperi annuncia un inasprimento delle sanzioni dopo l`estate.
«Assurdo – replica Caramagno – lo scorso 15 luglio c`è stata una forte riduzione di prezzo dei farmaci di fascia A ma di questo nessuno ha parlato. Credo che i farmacisti abbiano già dimostrato in passato la disponibilità a risolvere il problema del costo elevato dei prodotti».
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