14 Agosto 2005

Estate: i bambini prime vittime del carovita, restano in città

Estate: i bambini prime vittime del carovita, restano in città

Meno vacanze in località turistiche per le famiglie, ma in compenso i più piccoli possono riscoprire il gusto del gioco

I primi a pagare il prezzo del carovita e a dover rinunciare alle vacanze fuori casa sono i bambini, che restano in città con la famiglia. In compenso – forse magra o forse importante consolazione – quegli stessi bambini riscoprono il gusto del gioco. Lo dice una ricerca che è stata condotta dall`Associazione “Donne e qualità della vita“, sulla lunga estate dei bambini italiani. Vacanze troppo care, le famiglie che possono godersi le tanto attese ferie in una località turistica sono sempre di meno. Con rincari che, secondo una stima del Codacons, oscillano tra il 5% e il 6% per una famiglia di 4 persone, la parola d`ordine di quest`estate è infatti “risparmio“. Sempre più italiani scelgono allora il pendolarismo: lunghe code ogni mattina per recarsi in spiaggia con la colazione al sacco e far ritorno la sera, risparmiando in albergo e ristorante. Ma ben 23 milioni di nostri connazionali (38% della popolazione) questa estate sono rimasti a casa, altro che ferie in trasferta. Di loro, il 28% afferma di dover rinunciare per motivi economici, il 21% per problemi di ordine familiare. E circa 2.100.000 persone (12%), soprattutto anziani, ormai da tempo hanno rinunciato definitivamente alle vacanze, non potendosele comunque permettere. E c`è poi quel blocco da 2.850.000 (16%) che – secondo Confesercenti – passerà l`estate lavorando. E i bambini? Costretti in città afose, per sfuggire a caldo e noia fanno appello a tutta la loro creatività.

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