5 Maggio 2016

Esproprio a chi non paga la rata E il governo irride gli sbancati

Esproprio a chi non paga la rata E il governo irride gli sbancati
padoan
e renzi sconsigliano l’ arbitrato, i soldi per i rimborsi però ballano
flop del decreto sofferenze: non è retroattivo ma è punitivo per le
imprese

FRANCESCO DE DOMINICIS Pier Carlo Padoan l’ ha buttata lì: «Chi pensa di avere tutte le ragioni per pretendere il rimborso completo, in caso di raggiro da chi ha venduto, può ricorrere all’ arbitrato che non esclude affatto l’ indenizzo al 100%». Il ministro dell’ Economia, seppur non esplicitamente, indica la strada in teoria migliore per gli sbancati. Ma attenzione: potrebbe essere una trappola. L’ inquilino di Via Venti Settembre sembra voler quasi disincentivare gli obbligazionisti di Etruria, Marche, Chieti e Ferrara ad accedere ai rimborsi fino all’ 80% previsti dal decreto del governo in vigore da ieri. Di cosa si tratta? Dei risarcimenti messi sul piatto dal premier, Matteo Renzi, dopo quasi sei mesi di promesse a vuoto. Quel meccanismo, peraltro, è pieno zeppo di ostacoli. C’ è anche un problema di coperture. I fondi sono a carico di tutte le banche italiane che non ne vogliono sapere, però, di pagare i clienti dei quattro istituti salvati a novembre. Fatto sta che pure Renzi ha «ricordato» la pista dell’ arbitrato: «Chi vuole protestare vada all’ arbitrato e vediamo ». Poi la bugia: «Questi signori hanno messo soldi in operazioni a rischio che rendevano molto di più». Non è vero: i tassi erano allineati ai btp. E comunque – adesso – per chi rischia di perdere i risparmi di una vita, la differenza tra i rimborsi del governo e gli indennizzi via «arbitrati» non è indifferente. La prima opzione (scatta a luglio e si chiude in 60 giorni), come accennato, è piena di paletti. Potranno accedere solo gli investitori che hanno acquistato «le obbligazioni subordinate nell’ ambito di un rapporto negoziale diretto con la banca in liquidazione che li ha emessi» ha denunciato ieri il Codacons. Vengono così «tagliati fuori di netto migliaia di piccoli risparmiatori cui intermediari e broker hanno piazzato obbligazioni subordinate, spesso senza adeguate informazioni sui rischi e sulla natura dei titoli». Senza dimenticare che il ristoro è previsto solo per chi ha un reddito massimo di 35mila euro l’ anno o ricchezze mobiliari (risparmi) non superiori a 100mila euro. Alla fine della giostra, l’ intero impianto sembra costruito per beffare i titolari di bond azzerati a novembre con il fallimento pilotato di Etruria, Marche, Chieti e Ferrara. Da una beffa per i risparmiatori, a una fregatura per le imprese. Lo stesso decreto di palazzo Chigi, che ha introdotto anche nuove norme per aiutare le banche ad alleggerire i bilanci dal peso dei 196 miliardi di sofferenze (i prestiti non rimborsati), stabilisce un meccanismo di garanzia assai pericoloso per l’ azienda che non rispetta le scadenze. Come denunciato da Giovanni Paglia (Sinistra italiana), col provvedimento di Renzi «una banca può pretendere dall’ imprenditore il trasferimento di un bene immobile sospensivamente condizionato». Ciò vuol dire che «all’ atto di concessione di credito, di qualunque tipo, o anche successivamente davanti a un notaio, si mette in garanzia un immobile proprio o di terzi che possa essere immediatamente espropriato dalla banca dopo sei mesi di ritardato pagamento di anche sole tre rate non consecutive. Se le rate dovessero essere almeno bimestrali, ne basta anche una in ritardo». Il problema è che le novità riguardano solo il futuro e qundi sarà assai difficile che le sofferenze diminuiscano. Ecco perché il governo si appresta a tirare fuori dal cassetto un vecchio arnese utilizzato alla fine degli anni ’90 per il Banco di Napoli. Stiamo parlando della Sga, la Società di gestione attività, che torna nella piena disponibilità del ministero dell’ Economia, grazie a una misura inserita nello stesso decreto-banche. Secondo Padoan questa mossa «permetterà di mobilitare risorse altrimenti non utilizzabili». E dove potrebbero essere dirottate? Probabilmente per comprare crediti deteriorati degli istituti. Ancora una volta aiutati dal governo Renzi. twitter@DeDominicisF riproduzione riservata GARANZIA IMMOBILIARE Se l’ azienda non onora i debiti contratti con le banche queste potranno rivalersi sugli immobili dati in garanzia RATE SCOPERTE L’ azienda potrà essere dichiarata insolvente quando il mancato pagamento si protrae per oltre sei mesi dalla scadenza di almeno tre rate, oppure dopo sei mesi dalla scadenza di una sola rata nel caso di ratei superiori al mese. PRESTITI IN ESSERE La norma non scatterà automaticamente per i contratti in essere. Si potrà applicare su rapporti pregressi soltanto se le parti si accorderanno per integrarli con questa specifica clausola. A stimare il bene sarà un perito nominato dal tribunale. REGISTRO PUBBLICO Sarà istituito un registro delle procedure di espropriazione immobiliare, di insolvenza e delle ristrutturazioni aziendali, accessibile a Bankitalia per la vigilanza ma anche ai creditori (o agli acquirenti dei crediti). Pier Carlo Padoan, padre del decreto sulle sofferenze e sui rimborsi agli sbancati \
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