24 Agosto 2013

EspostoConsobcontrolaMpsdiProfumo

EspostoConsobcontrolaMpsdiProfumo

HAFATTO appena in tempo a calare il sipario, alla fine di luglio, sull’ inchiesta dei pubblici ministeri senesi, che già sotto il sole di agosto si è alzato un nuovo polverone intorno a Banca Monte dei Paschi. A scatenare la bufera, questa volta, è stato il Codacons, che ieri, in un comunicato, ha svelato che «la Consob ha presentato un esposto a febbraio 2013 contro Mps per aver fornito informazioni non veritiere o quanto meno omissive in merito al finanziamento dell’ operazione Antonveneta», in particolare per quel riguarda l’ emissione del cosiddetto strumento Fresh, «e alla presunta operazione in Titoli di Stato eseguita da Mps con Nomura» e meglio nota con il nome di Alexandria. Sempre in base all’ associazione a tutela dei consumatori, i fatti contestati nell’ esposto presentato dalla Consob si riferiscono a informazioni fornite dall’ istituto senese tra aprile e luglio del 2012, quando cioè la banca era già gestita dal presidente Alessandro Profumo, che ha sostituito Giuseppe Mussari (a cui al termine dell’ indagine dei pm sono statigià contestati i reatifinanziari di false comunicazioni sociali e insider trading), e dall’ amministratore delegato Fabrizio Viola. Proprio per questo motivo, il Codacons chiede al governo Letta e al ministro dell’ Economia Fabrizio Saccomanni «di informare prontamente la Commissione europea», che deve ancora dare il suo via libera ai Monti bond da 4 miliardi indispensabili per rafforzare il patri monio di Mps, e di includere nel piano di ristrutturazione, al vaglio di Bruxelles, che a fine luglio aveva già domandato l’ introduzione di alcuni correttivi, «anche la sostituzione degli attuali amministratori». Di più: i documenti di cui il Codacons è in possesso testimoniano come la Commissione presieduta da Giuseppe Vegas abbia chiesto alla Procura di Siena di aprire un’ indagine contro Mps per ostacolo all’ attività di vigilanza. Le rilevazioni dell’ associazione di consumatori hanno fatto andare su tutte le furie la banca, che in una nota giunta ieri in serata precisava innanzitutto che «i procedimenti amministrativi di cui l’ istituto senese è parte non riguardano in alcun modo il nuovo management» e che «la banca si configura quale mera obbligata in solido al pagamento di sanzioni amministrative che sono state comminate, o saranno comminate, unicamente nei confronti di esponenti della precedente gestione. A riguardo – aggiunge la nota di Mps- è chiaro e univoco il recente procedimento di chiusura delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Siena». Per quanto riguarda nello specifico la segnalazione effettuata dalla Consob ai pm, l’ istituto di credito di Rocca Salimbeni non la smentisce ma ne minimizza i contenuti e gli effetti, spiegando che «non è stata considerata rilevante e nel contempo non risulta alla banca l’ esistenza di alcuna indagine a carico del nuovo management». Mps fa infine sapere che «non può non rilevare l’ ingiustificata e continua aggressione che prosegue da mesi da parte del Codacons le cui azioni non hanno trovato alcun accoglimento da parte di qualsivoglia autorità e che giunge oggi (ieri, ndr) a fornire notizie false, lesive e oltretutto fuorvianti e potenzialmente idonee a influenzare il prezzo del titolo azionario». Per questo motivo, la banca toscana, «quale persona giuridica», nonché il presidente Profumo e l’ ad Viola, «a titolo personale, intendono tutelare la corretta informativa di mercato, la propria reputazione e tutti i propri diritti innanzi alle competenti Autorità». A Piazza Affari, ieri, nel giorno della bufera, Monte dei Paschi ha ceduto l’ 1,34% a quota 0,2285 euro.
carlotta scozzari
 

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