11 Aprile 2018

Esposto per insider contro la Cdp

gianluca baldin iIl Codacons ha presentato un esposto a Consob, Corte dei Conti e Procura della Repubblica in cui chiede di bloccare l’ operazione che porterà Cdp, guidata da Claudio Costamagna, ad acquistare una quota del 5% di Tim.«L’ annuncio di Cassa depositi e prestiti», afferma in una nota il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi, «è stato senza dubbio incauto e ha portato le azioni Tim a schizzare alle stelle con un fortissimo incremento del loro valore in poche ore. Ciò rischia di determinare un evidente danno per la collettività, perché al momento dell’ ingresso nel capitale dell’ azienda, l’ ente pubblico pagherà una somma maggiore rispetto a quella che avrebbe pagato in assenza di annunci prematuri e inopportuni», spiega. «L’ operazione va bloccata perché potrebbe configurare una forma di Insider trading vietata dalle nostre norme e rappresentare un danno erariale a discapito della collettività. Per tale motivo presentiamo un esposto a Procura, Consob e Corte dei conti, chiedendo di aprire una indagine sul caso e consentire a Cdp l’ acquisto di azioni Tim esclusivamente al prezzo di mercato precedente l’ incauto annuncio», conclude il comunicato.Come spiega l’ associazione in difesa dei consumatori nella nota, «la notizia è stata divulgata in anticipo rispetto alla delibera del consiglio di amministrazione, presumibilmente nella consapevolezza che questo leak (fuga di notizie, ndr) avrebbe comportato un rialzo delle quotazioni della Tim, nonché un maggior esborso per la Cdp, al momento dell’ acquisto delle azioni. Per quanto attiene al momento in cui si sarebbe consumato il reato, quando Cdp ha annunciato il subentro in Tim, il titolo ha fatto un balzo del 13,3% tornando a livelli che non si registravano da agosto 2017 (0,85 euro). La condotta così come evidenziata sembrerebbe poter configurare anche la fattispecie di insider trading».Per questo il Codacons ha chiesto alla Consob di voler valutare, in virtù dei propri poteri di vigilanza, la legittimità dell’ operazione di ingresso nel capitale Tim da parte della Cassa depositi e prestiti, nonché, se adottare ogni misura necessaria per evitare il pericolo attuale e concreto di danni nei confronti dei risparmiatori.Alla Procura della Repubblica, invece, l’ associazione chiede di accertare se esistano delle responsabilità sul piano legale, e alla Corte dei conti se nei fatti riportati sia «ravvisabile, in spregio ai principi di economia, trasparenza e bilancio, l’ eventuale incidenza negativa dell’ operazione sul patrimonio pubblico». Intanto, nell’ attesa che Consob, Procura e Corte dei conti diano una risposta al Codacons, giusto ieri il fondo di investimento americano Elliott ha fatto sapere (aumentando la sua quota nella tlc) che, dalle sue previsioni, il prezzo delle azioni Tim potrebbe raddoppiare se venisse nominato un board indipendente. Quello che è certo è che negli ultimi giorni le azioni del gruppo hanno preso l’ ottovolante. Il 12 marzo valevano 0,82 euro per poi scendere a 0,76 il 4 aprile e arrivare ieri a 0,88 con una crescita del 3,04%.
gianluca baldini

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