Esposto in Procura del Codacons
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
intanto la regione dispone l’ invio degli ispettori all’ ospedale “jazzolino” il dolore della piccola comunità di favelloni
LA tragica vicenda del bimbo morto nel grembo della madre al nono mese di gravidanza è ormai un caso nazionale. Come riferiamo nell’ articolo nelle pagine regionali, la Procura ha indagato una ginecologa. E proprio all’ Ufficio investigativo vibonese si è rivolto il Codacons che ha redatto un esposto denuncia trasmesso alla Procura della Repubblica di Vibo. Il vice presidente dell’ associazione dei consumatori Francesco Di Lieto chiede ai magistrati vibonesi, che stanno coordinando le indagini affidate alla Squadra Mobile di Vibo, che vengano accertate tutte le eventuali responsabilità e che si proceda nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili in questa vicenda. «Abbiamo ricevuto segnalazione – scrive il Codacons – che il 10 ottobre 2019 una donna che aveva ormai completato i nove mesi di gestazione si è recata presso il Pronto soccorso dell’ ospeda le Jazzolino di Vibo lamentando forti dolori. Nei giorni scorsi i ginelocogi che avevano visitato la donna avevano ravvisato la necessità di un parto cesareo. Intervento che non sarebbe stato effettuato, nonostante la sofferenza del feto, per la mancanza di anestesisti. Da quanto si apprende – ag giunge l’ avvocato Di Lieto – sembrerebbe che in nessun conto siano stati tenuti gli allarmanti segnali di pericolo per la vita del nascituro e della mamma, conseguenti la sofferenza del feto. Segnali ignorati o comunque non percepiti nella loro effettiva gravità che hanno portato alla morte del feto”. Da qui la richiesta di accertare tutte le responsabilità e di procedere per i reati che saranno riscontrati dall’ autorità giudiziaria». Nel frattempo anche la Regione si muove sulla vicenda. Il Dipartimento regionale Tutela della Salute ha infatti disposto l’ invio del “team risk management” all’ ospedale “Jazzolino”. A firmare il provvedimento è stato il dirigente generale della struttura, Antonio Bel castro: il team, composto da quattro professionisti, effettuerà verifiche e attività di audit degli operatori sanitari che, a vario titolo, hanno avuto un ruolo nella vicenda della donna che ha perso la bimba che portava in grembo dopo essere stata rimandata a casa dai medici per mancanza di anestesisti per un parto cesareo. Sempre ieri anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha disposto l’ invio di un’ ispe zione all’ ospedale di Vibo Valentia, mentre l’ Asp ha avviato a sua volta un’ indagine interna per accertare eventuali responsabilità. UNA comunità, quella di Favelloni di Cessaniti, sotto choc. Un dolore troppo grande per essere racchiuso in poche battute. È il sentimento che accomuna la piccola comunità di Favelloni che si stringe al dolore della famiglia di Maria la giovane mamma che ha perso il figlio che portava in grembo per cause ancora tutte da chiarire e al vaglio della procura di Vibo. La donna, alla 39esima settimana di gravidanza, dopo essere stata rassicurata, mercoledì scorso, dai medici dell’ ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, era rientrata a casa in attesa del parto cesareo. La tragedia si sarebbe consumata in poche ore. Così, la felicità per l’ arrivo di una nuova vita, è stata recisa con violenza. Il piccolo avrebbe dovuto portare il nome del nonno, Domenico, scomparso qualche anno fa a causa di un brutto male. Parole di conforto sono state espresse dal parroco don Andrea Campennì: «Questo è il momento del silenzio – ha brevemente commentato – Co me comunità ci stringiamo al dolore della famiglia e continueremo a pregare sia per la creatura che per i suoi genitori».
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