Esposto in procura contro la folle ciclabile di Buenos Aires
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fonte:
- Libero
l’ iniziativa del codacons
nAnche il Codacons alza le barricate contro la pista ciclabile disegnata sull’ asfalto di corso Venezia e Buenos Aires e ieri, dati degli incidenti alla mano, ha informato di aver depositato un esposto alla Procura della Repubblica «vista la pericolosità di alcuni tratti, soprattutto quello in piazza Oberdan, dove le vetture transitano pericolosamente vicine alle biciclette», ha dichiarato il presidente del Codacons Marco Donzelli. Che ha approfondito: «L’ impegno del Comune di Milano, nel periodo posteriore al lockdown di puntare sulla mobilità alternativa deve essere certo visto positivamente, ma deve invece essere sottolineata in modo fortemente critico la modalità con cui ciò è stato fatto. Non basta decidere di voler fare una pista ciclabile e tracciare sull’ asfalto con la vernice delle linee che dividano la carreggiata dalla ciclabile, tra l’ altro senza alcuna delimitazione vera e propria, perché così facendo si mettono in pericolo le vite dei ciclisti e di coloro che vi transitano». Donzelli ha poi citato i numeri di Areu (l’ Agenzia regionale emergenza urgenza): dal primo giugno si sono verificati 526 incidenti stradali che hanno coinvolto ciclisti e 114 che hanno coinvolto monopattini. «Sì la mobilità alternativa, no alle piste ciclabile fai-da-te», ha concluso. Immediato il supporto all’ iniziativa dell’ assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato: «Ringrazio il Codacons per aver segnalato alla Procura – supportando così, indirettamente, l’ esposto da me già presentato lo scorso 10 giugno – la pericolosità del nuovo tracciato di ciclabile, che allora era stato realizzato dal Comune di Milano solo in parte di C.so Venezia e C.so Buenos Aires». Che ha specificato: «Come anche lo stesso Codacons sottolinea e come da tempo da me sostenuto, queste piste ciclabili, così fatte, sono pericolose sia per chi le utilizza, sia per gli altri utenti della strada. Invece di modificare in corsa i tracciati, bisogna dare vita ad un progetto complessivo ben studiato e articolato, che, senza farsi prendere dalla “foga green” e senza partire “in quarta”, individui le modalità di realizzazione più consone, per la sicurezza ma anche per cercare di assicurare una buona scorrevolezza al traffico veicolare. Purtroppo, invece, il Comune continua imperterrito a realizzare piste ciclabili sul modello di C.so Buenos Aires anche in altre zone della città e così facendo causa disagi a tutti, creando ingorghi infernali e mettendo a rischio l’ incolumità dei malcapitati utenti». riproduzione riservata.
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