Esposto in Procura contro gli sciacalli dell’ acqua
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fonte:
- Gazzetta del Sud
il segretario nazionale tanasi: «è inaccettabile che ci sia stato chi ha speculato sulla pelle dei messinesi»
Gli “sciacalli” non possono e non devono passarla liscia. Il Codacons ha deciso di aprire un altro fronte, dopo la denuncia per interruzione di pubblico servizio. La premessa è legata a quanto accaduto in quest’ allucinante settimana dell’ ottobre messinese 2015: «In oltre la metà dei rubinetti delle case della terza città della Sicilia non sgorga una goccia di acqua. È l’ allucinante realtà che i messinesi hanno vissuto per una settimana: quella che sembrava la “solita” interruzione temporanea si è incredibilmente prolungata nel tempo, con la chiusura di scuole, uffici e negozi, trasformandosi nella peggiore crisi idrica della città dello Stretto dall’ ultimo secolo. Ma i messinesi, che di questa surreale situazione hanno dovuto subire tutti i disagi , hanno assistito anche al fenomeno (subito denunziato dalla stampa locale e poi ripreso anche da quella nazionale) degli “speculatori” che hanno approfittato della situazione per lucrare sulla drammatica mancanza d’ acqua». Dopo aver raccolto vari articoli di stampa e le segnalazioni provenienti dagli abitanti di tanti quartieri e rioni della città, l’ avv. Antonio Cardile, presidente provinciale del Codacons, annuncia che verrà depositato un altro esposto in Procura «per chiedere che si indaghi anche su fatti, individuando eventuali responsabili di condotte illecite, approfittando della grave mancanza idrica e dello stato di bisogno delle fasce più deboli, come gli anziani e le famiglie con figli piccoli». E anche su questo fronte, il caso messinese assume portata nazionale. Interviene, infatti, Francesco Tanasi, il segretario nazionale del Codacons, secondo il quale «è inammissibile che si possa speculare su un bene primario come l’ acqua e che si possa approfittare di un’ emergenza collettiva per fare affari in danno dei cittadini. Pertanto – insiste Tanasi – chiederemo che siano svolte tutte le indagini per chiarire i contorni della vicenda e che siano acquisiti tutti i servizi televisivi sull’ argomento». Cessata la fase dell’ emergenza, «i responsabili – proseguono i due rappresentanti del Codacons – dovranno essere chiamati a rispondere dell’ accaduto e per questo, dopo aver proposto la de Francesco Tanasi. Il segretario nazionale del Codacons nunzia per interruzione di pubblico servizio ed omissione di atti di ufficio, ne proporremo un’ altra per verificare se vi siano state ingiustificate speculazioni di rivenditori privati sul prezzo dell’ acqua e quali erano le caratteristiche di qualità dell’ acqua fornita che, occorre rammentarlo, non deve peggiorare rispetto a quella fornita dalla rete idrica. La leggi vigenti – prosegue il Coda cons – richiedono una assunzione di responsabilità per tutti i soggetti che lavorano nel settore, che devono operare con certificati e con procedure validate: il diritto alla salute dei cittadini non può piegarsi ad alcuna speculazione o logica affaristica. Attendiamo news anche da questo fronte…». L’ esposto potrebbe essere presentato già domani in Tribuna le.3(l.d.)
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