20 Settembre 2017

Esposto del Codacons Il procuratore: «Accertamenti sui voli cancellati»

Il Codacons punta ad aprire un fronte penale contro Ryanair. L’ associazione di consumatori ha annunciato un esposto da depositare alla procura della Repubblica di Bergamo, competente sullo scalo italiano preferito dagli irlandesi, Orio al Serio, puntando il dito contro la cancellazione dei voli. In tutto 143 partenze annullate dall’ aeroporto di Bergamo, per un totale di 25 mila passeggeri che resteranno a terra, e 136 arrivi cancellati. «Abbiamo deciso di rivolgerci alla magistratura perché sia fatta luce sul comportamento della compagnia aerea sotto il profilo penale e perché siano tutelati pienamente i diritti dei passeggeri – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. Numerosi passeggeri ci stanno infatti contattando denunciando disagi enormi e danni economici non indifferenti causati dalla cancellazione del proprio volo a ridosso delle date di partenza. C’ è chi ha prenotato hotel o auto a noleggio e ha perso i soldi pagati, non riuscendo a trovare voli alternativi per raggiungere la propria destinazione. Ma ci sono anche cittadini in vacanza cui è stato cancellato il volo di rientro, che stanno sostenendo costi ingenti per alloggi e trasferimenti alternativi, oltre alla perdita di giorni di lavoro nei casi in cui non riescano a reperire un volo». Il Codacons ribadisce quindi un concetto già espresso da Federconsumatori Bergamo: «È evidente che il solo rimborso del biglietto non è un indennizzo sufficiente: la normativa prevede espressamente una compensazione pecuniaria nei casi in cui la cancellazione non sia comunicata almeno due settimane prima della partenza, risarcimento che può anche arrivare a 600 euro a passeggero. Chiediamo alla procura di fare luce su tale aspetto, perché negare gli indennizzi accessori potrebbe determinare reati come la truffa». Cauto il procuratore di Bergamo Walter Mapelli, che vuole leggere attentamente l’ esposto: «Avvieremo quanto prima una serie di accertamenti, credo si debba verificare quanto tempo prima dell’ annuncio pubblico delle cancellazioni la compagnia avesse già programmato di annullare i voli». Il procuratore non dice altro. Sembra però evidente che per stabilire la rilevanza penale (o meno) di determinati fatti, sarà necessario verificare se la compagnia irlandese abbia accettato di recente prenotazioni di voli, incassando i pagamenti, sapendo già che avrebbe dovuto programmare le cancellazioni. La partita dei rimborsi dovuti per legge è invece di carattere civilistico. Ieri l’ aeroporto è stato preso d’ assalto dalle troupe televisive, in cerca di viaggiatori imbufaliti. Ce n’ erano pochi. I passeggeri delle mancate partenze vengono avvisati via mail, la quasi totalità, salvo rari casi, controlla costantemente la posta elettronica. In attesa di una riprotezione del volo, al Caravaggio è anche spuntato un turista australiano, in viaggio per l’ Europa. Ha spiegato che Ryanair ha subito accolto la sua richiesta di un volo alternativo, coprendo anche i costi per una notte in albergo. E nel frattempo Sacbo, società di gestione dell’ aeroporto di Orio, soffre in silenzio osservando la bufera che si è abbattuta sul suo principale «cliente». In serata è stato invece l’ Enac a uscire allo scoperto, confermando un «monitoraggio in corso per verificare se la compagnia irlandese stia effettivamente rispettando i diritti che la normativa comunitaria assicura ai passeggeri in caso di cancellazione dei voli» e disponendo «una convocazione d’ urgenza di Ryanair per domani».

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