10 Marzo 2013

Esposto del Codacons «Ma evitiamo allarmismi»

Esposto del Codacons «Ma evitiamo allarmismi»

SALERNO Tutelare le produzioni locali e, al tempo stesso, garantire ai cittadini la sicurezza dei loro acquisti. Sono queste le direttive su cui si muovono le associazioni di categoria e quelle che si occupuano dei diritti dei consumatori. «Il Codacons, a livello nazionale, presenterà un esposto alla Procura della Repubblica affinché venga garantita la sicurezza alimentare – annuncia l’ avvocato Maria Cristina Rizzo – È impossibile non preoccuparsi per la salute dei consumatori: prima le torte dell’ Ikea, ora questo nuovo caso che pare coinvolga proprio il nostro territorio, interessando per giunta la verdura che non prevede cottura. Intendiamo innanzitutto sapere se questi prodotti ortofrutticoli contaminati siano stati distribuiti anche in Italia: in tal caso, una volta individuate le responsabilità, ci costituiremmo parte civile in difesa dei consumatori». Lo stesso Codacons, tuttavia, invita i cittadini a non cedere a facili allarmismi che finirebbero per compromettere un settore importante della nostra economia: «È importante che i consumatori non si spaventino – ha concluso l’ avvocato Rizzo – È opportuno attendere l’ esito delle indagini e poi agire di conseguenza, senza rischiare di ledere, senza motivo reale, la filiera locale». Un invito alla prudenza arriva anche dal presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, che parla, con profonda amarezza, di una «maledizione gettata sul nostro territorio». «Sono rimasto di sasso dinanzi al caso dei prodotti ortofrutticoli contaminati da topicida – afferma il presidente di Legambiente – Si tratta di un episodio gravissimo che rischia di avere ripercussioni sulle nostre produzioni di qualità: questi casi sporadici ed eccezionali potrebbero mettere a repentaglio l’ intera produzione, nonostante gli innumerevoli sforzi che, ad oggi, già hanno portato a sistemi di autocontrollo efficienti, nonché ad una maggiore consapevolezza da parte degli stessi cittadini e degli agricoltori»”. Preoccupatissimo per i risvolti della vicenda, Buonomo sottolinea quanto importante sia, adesso, individuare la fonte della contaminazione: «Guai ad allarmismi che rischierebbero solo di mettere in ginocchio il nostro comparto agricolo – ribadisce – Di certo, bisogna pretendere rigore nei controlli, ma prima di additare colpe o responsabilità a chi potrebbe non possederne, è doveroso attendere l’ esito delle indagini». Ad esprimere timori per le conseguenze che la vicenda potrebbe avere per il comparto agricolo è anche la Coldiretti di Salerno. Il past president Pietro Caggiano ritiene che l’ allarme lanciato dalla Germania sia «esagerato» e che possa «mettere ancora una volta in crisi un settore, quello agricolo, molto colpito e poco tutelato». Caggiano esclude categoricamente l’ utilizzo di qualsiasi antiparassitario, men che meno del topicida. «Oggi – ricorda – la filiera è controllata rigidamente e le aziende spendono, ogni anno, tra i 30 e i 40mila euro in analisi di ogni tipo per garantire la sicurezza dei prodotti». Recentemente, poi, è stato approvato dal Ministero per le Politiche Agricole il Pan, programma d’ azione nazionale per l’ agricoltura biologica «che – spiega Caggiano – prevede ulteriori restrizioni e controlli a carico dei coltivatori». E rigidi controlli, ha assicurato, vengono eseguiti anche sulla distribuzione organizzata, filiera alla quale appartiene l’ azienda “La Trasparenza” di Angri, da cui sembra provenire il carico incriminato dalle autorità tedesche. «Molte volte – denuncia Caggiano – si tratta di allarmi infondati che, però, contengono un contenuto di rischio devastante per tutto il settore. Ora dovremo aspettare almeno un paio di settimane prima che la gente torni ad acquistare di nuovo prodotti della quarta gamma. E a farne spese è tutto il sistema produttivo». Mattia A. Carpinelli Marilia Parente ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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