27 Maggio 2005

Esposto del Codacons: «La Procura indaghi»

Il Codacons non ci sta. Secondo l?associazione dei consumatori, l?episodio degli oltre quaranta bambini che si sono sentiti male a scuola non può essere liquidato come «un evento accidentale e una coincidenza». L?avvocato Marco Donzelli ha inviato un esposto urgente alla Procura, perché sia aperta al più presto un?indagine che accerti eventuali profili penalmente rilevanti. Da Palazzo di Giustizia, per ora, nessun commento. Le testimonianze di scolari, genitori e insegnanti sembrano invece avvalorare l?ipotesi del malore per il caldo eccessivo.
«Stavamo cantando da dieci minuti e faceva molto caldo – raccontano Federico e Giacomo, ragazzi di quinta -. All?inizio mi sono sentito girare la testa, vedevo doppio e mi è mancato il respiro. Un nostro amico è svenuto. Poi un altro. Ci hanno portati fuori e ci hanno dato acqua e zucchero, per vedere se miglioravamo. E io mi sono sentito meglio». «Ho avuto mal di testa e ho vomitato», aggiunge un compagno di origine filippina, sguardo perso nel vuoto mentre la zia cerca di consolarlo.
Certo, nessuno di loro potrà dimenticare la scena dei compagni caricati sulle barelle. «I primi accertamenti di rito hanno escluso che le cause del malore possano derivare da sostanze tossiche o intossicazione alimentare – assicura però il dottor Giancarlo Fontana, responsabile del 118 di Milano e provincia -. Tutto lascerebbe pensare al classico colpo di calore e i bimbi sono stati tutti dimessi».
Elisabetta Marcheselli, 42 anni, mamma di una alunna, e Giuseppe Gismondi, presidente del comitato genitori, ne sono convinti. «Ero qui con loro – spiega la mamma -. La prova di canto si è svolta regolarmente. Poi sette bambini si sono sentiti male. Cinque di loro, però, hanno detto di non aver fatto colazione e gli altri due di essere rimasti in piedi fino a tardi per guardare la finale di calcio del Milan in televisione».
Alle 14.30, quando l?ultima ambulanza si allontana dalla scuola Fabbri, sul piazzale della chiesa arriva trafelata Silvia con il suo bambino. Luca è pallido in volto, ma sorride: «Non riusciva a respirare – dice la mamma -. Ma ha fatto l?analisi del gas nel sangue e non c?è niente. Ve lo volevo dire. È tutto a posto».
Secondo il presidente del Codacons, se i bambini non avessero fatto la solita merenda o anche in caso di colpo di sole «ci sarebbe una responsabilità della scuola e di chi aveva in quel momento la custodia dei bimbi».

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