11 Gennaio 2017

Esposto del Codacons: “interrotto pubblico servizio”

Tasso, Righi e Peano tra freddo e proteste le aule restano vuote
e c’ è chi chiude a oltranza per lavori ai riscaldamenti Esposto del Codacons: “interrotto pubblico servizio”

VALENTINA LUPIA ANCORA a scuola col cappotto. Se per il Comune solo il 6% gli edifici presenta ancora criticità legale agli impianti di riscaldamento, per l’ Associazione Nazionale Presidi sono 20 gli istituti della città – numero che aumenta se si contano i casi in provincia di competenza della Città Metropolitana – ancora completamente al freddo o che presentano gravi problemi legati per lo più alle tubature, come ai licei Righi e Tasso, che ieri hanno rimandato a casa gli studenti perché senz’ acqua. O come anche l’ Istituto Comprensivo Tacito- Guareschi, a Vitinia, nel IX municipio. Ieri la preside Viviana Ranucci ha disposto, dopo uno scambio di lettere col municipio e «al fine di tutelare la salute di alunni e personale» la chiusura del plesso «Guareschi per il tempo necessario per i lavori e il conseguente ripristino delle idonee condizioni di temperatura dei locali secondo le informazioni che dovranno essere fornite dal Dipartimento Simu». «E cioè fino a data da destinarsi – spiega Simona C., madre di un alunno – noi genitori siamo molto arrabbiati per la situazione, anche con l’ amministrazione. E personalmente sono contenta che la preside abbia preso una posizione seria. Le famiglie si stanno organizzando per chiedere un risarcimento: il disagio è grande». I disagi sul freddo nelle scuole sono arrivati anche in Procura, con un esposto del Codacons che alla magistratura capitolina ha chiesto di indagare per il reato di interruzione di pubblico servizio. «Vogliamo sapere chi sono i responsabili e cosa abbia fatto il Comune di Roma per prevenire un disservizio così alla popolazione. Molte famiglie hanno dovuto pagare la baby-sitter o prendere un giorno di lavoro: un costo enorme che ora il Comune dovrà risarcire, se non vuole trovarsi sommerso da azioni legali da parte dei genitori», spiega il presidente Carlo Rienzi. L’ attacco al Comune arriva anche dall’ Associazione Nazionale Presidi. «La cosa che ha colpito di più è la circolare inviata alle scuole dall’ Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, che per conto del Miur ha invitato i dirigenti scolastici a segnalare, entro le 11 di oggi, le situazioni di disagio legate ai riscaldamenti rotti o non funzionanti. Lo avrebbe dovuto fare il Campidoglio! Invece no. Sono ancora venti le situazione critiche in città». Tra cui il Galileo Galilei, dove i ragazzi ieri hanno fatto uno “sciopero bianco” a causa dei riscaldamenti totalmente fuori uso: sono cioè rimasti nel cortile della scuola, ma senza fare lezione. Per protesta. Presente all’ appello anche il liceo Peano: qui gli studenti non entrano in classe da due giorni, gli ambienti sono troppo freddi e non riescono a lavorare. Problemi anche in provincia: a Maccarese (Fiumicino), il sindaco Esterino Montino ha scritto una lettera alla prima cittadina della Città Metropolitana, Virginia Raggi, chiedendo un intervento «immediato e risolutivo» per la Leonardo Da Vinci: ieri i ragazzi, oltre che per il freddo, non sono entrati a scuola per la presenza di topi. Al Pascal di Pomezia ieri gli studenti sono rimasti tutti fuori, eccetto quelli delle ultime classi che avevano in programma la simulazione dell’ esame di maturità: ma si sono attrezzati con stufette. E i presidi delle scuole superiori – una delegazione s’ è riunita al liceo Voltaire – stanno preparando una lettera da inviare alla Città Metropolitana. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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