18 Dicembre 2019

Esposto del Codacons in Procura sui controlli alla Popolare di Bari

la banca che ha assorbito la tercas ha un centinaio di sportelli molti dei quali in val vibrata
I TIMORI MARTINSICURO Esposto del Codacons alla Procura della Repubblica di Teramo contro Banca d’ Italia sul caso della Popolare di Bari, la banca che ha inglobato la Tercas (Cassa di risparmio della provincia di Teramo). In Abruzzo e quindi anche in Val Vibrata sono oltre mille i dipendenti e più di 100 gli sportelli della Bpb. E la preoccupazione su eventuali chiusure di filiali o sui dipendenti in esubero, nonostante il decreto con cui il Governo ha stanziato 900 milioni di euro per tamponare l’ emorragia finanziaria, in previsione della costituzione di una banca di investimento, è palpabile. I controlli Nell’ esposto inviato anche alle Procure di Bari, Roma e Reggio Calabria, si chiede non solo di accertare il ruolo avuto dall’ ente di controllo nella grave situazione di crisi della banca, ma anche di disporre il sequestro dell’ elenco dei debitori, per verificare a chi siano stati concessi prestiti, a quali condizioni e sulla base di quali requisiti. «La Banca d’ Italia, nel lontano 2013, si legge nell’ esposto aveva evidenziato evidenti criticità nella gestione della banca pugliese. Ciò nonostante nulla è stato fatto per tutelare i risparmiatori e, anzi, sempre nel 2013 la stessa Banca d’ Italia ha consentito alla Banca Popolare di Bari di acquisire Banca Tercas, travolta da ingentissime perdite». L’ investimento Un investimento da 300 milioni di euro per un istituto, come quello pugliese, che scrive ancora il Codacons «già annaspava nei propri debiti, come aveva appena evidenziato la stessa Banca d’ Italia. Ma c’ è di più visto che il 2015 si chiude, per l’ istituto pugliese, con un bilancio che registra perdite dichiarate per 297 milioni di euro, eppure appena l’ anno successivo viene consentito alla Popolare di Bari di acquisire la Banca Popolare delle Province Calabre, anch’ essa già oggetto di commissariamento a causa di eccezionali perdite e definitivamente crollata sotto sofferenze e incagli». Il Codacons chiede dunque alle Procure di verificare se la Banca d’ Italia abbia omesso di vigilare e di disporre il sequestro della documentazione bancaria capace di far emergere i nomi dei debitori insolventi che avrebbero depredato le casse della Banca Popolare di Bari, ricevendo somme senza adeguate garanzie per poi non restituirle. Le chiusure Per quanto riguarda gli esuberi ed eventuali chiusure di filiali il sindaco di Teramo, Gianguido D’ Alberto ha affermato: «E’ però troppo presto per parlare di questo. Al momento il decreto del Governo è servito per mettere in sicurezza la Banca. Quello che uscirà dal ragionamento su eventuali chiusure di filiali o sui dipendenti in esubero andrà gestito insieme ai sindacati che fortunatamente si ritrovano tutti uniti e che penseranno a tutelare gli interessi dei lavoratori, sia quelli che resteranno che quelli che dovessero andare via. Siamo agli inizi ha concluso sono in costante contatto con il sindaco di Bari Decaro e con le forze di governo che devono sentire forte un senso di responsabilità, che deve andare al di là dei giochi politici o dei ricatti di bassa lega». Davide Crisci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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