18 Marzo 2020

Esposto del Codacons contro il Canova

il sorvolo della città finisce in tribunale per presunta violazione della normativa sugli atterraggi e omissione di atti d’ ufficio
Violazione della normativa sugli atterraggi, omissione di atti d’ ufficio, danno erariale. L’ aeroporto Canova torna in tribunale. A presentare l’ esposto, ieri, il Codacons Veneto attraverso l’ avvocato Franco Conte, una voluminosa documentazione comprensiva di ben otto allegati per una denuncia innescata dal volo della compagnia russa Pobeda che lo scorso 22 febbraio sorvolò i tetti di Quinto e Treviso a bassa quota tentando due diverse procedure di atterraggio per poi rinunciare.Il Boeing era il Pobeda 857, partito da Mosca per Treviso sabato 22 verso l’ ora di pranzo. Tutto normale lungo il tragitto, tranne per l’ avvicinamento a Treviso e l’ atterraggio documentato dalle mappe radar che la Tribuna ha pubblicato in esclusiva facendo emergere il caso. L’ aereo ha prima imboccato la classica rotta di avvicinamento su Quinto, come un atterraggio di routine, ma poco prima di atterrare, a quota già ridotta, ha virato nettamente verso Preganziol, allargandosi per poi mettersi su una rotta parallela alla pista continuando a volare in direzione Treviso. Una volta sopra l’ abitato del capoluogo una nuova netta virata, come per atterrare sulla pista in direzione Quinto. Ma anche in questo caso, dopo aver ridotto la quota come per prepararsi a toccare terra, l’ aereo non è atterrato e con una brusca accelerata si è risollevato continuando a volare lungo la linea di pista fino a ritrovarsi nuovamente sopra l’ abitato di Quinto. Lì una nuova virata, stavolta a 180 gradi, ancora sopra i tetti delle case, finita con il definitivo atterraggio.Il fatto scatenò timori e proteste da parte dei residenti dell’ area aeroportuale, e pure da parte di molti trevigiani di Santa Maria del Sile che si ritrovarono il volo sopra la testa a bassissima quota (massimo 200 metri). La segnalazione venne fatta anche al sindaco. Adesso arriva in tribunale. La denuncia ripercorre quanto accaduto poi pone dei quesiti: c’ è stata una emergenza a bordo? C’ è stato un errore umano? È stata colpa del laser di terra anti-volatili? E comunque: chi ha autorizzato tale volo a raso? E sulla base di quali normative. Di seguito l’ esposto cita tutti i vincoli aeroportuali stabiliti dall’ Enav e dal ministero. Chiama in causa la direzione di volo attiva quel giorno sulla torre di controllo e le testimonianze di tre trevigiani. Poi scende nel dettaglio chiedendo conto della «mancanza di monitoraggio» e del «mancato rispetto di varie prescrizioni». Semplifichiamo, per non scendere nel tecnico del linguaggio aeroportuale, ma la denuncia è tecnica, circostanziata e puntuale, e dovrà ora essere valutata dalla procura di Treviso a cui è indirizzata. Ma nell’ elenco dei destinatari figurano anche una serie di soggetti penalmente interessati da quanto accaduto, dalla prefettura agli enti di controllo. La battaglia giudiziaria, si riapre. –Federico de Wolanski© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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