16 Aprile 2020

Esposto del Codacons ai pm: «Un’ autentica strage di persone fragili»

MILANO. Il Codacons ha presentato un esposto alle Procure di Milano e Bergamo sul caso dei decessi registrati presso le Rsa della Lombardia per chiedere di estendere le indagini e di procedere per il reato di epidemia e omicidio plurimo doloso con dolo eventuale. «Quanto accaduto nelle case di riposo non può ritenersi una epidemia casuale, ma è una vera e propria strage – afferma l’ associazione -. Anziani, persone invalide, non autosufficienti, i più fragili tra i fragili che avrebbero dovuto essere al sicuro, sono venute a contatto col virus che, in molti casi, ha aggravato le loro condizioni conducen doli alla morte, con i luoghi di assistenza che si sono trasformati in pericolosissimi focolai di morte certa». Per questo motivo il Codacons chiede «di arrestare e perseguire penalmente i responsabili dei contagi e dei decessi avvenuti nelle Rsa di Milano (Pio Albergo Trivulzio, Istituto Don Gnocchi, Sacra Famiglia di Cesano Boscone) e di Bergamo (Casa di Riposo Nembro Onlus, Opera Pia Olmo di Osio Sotto, Casa di Riposo di Spirano, Fondazione Sant’ Andrea onlus di Clusone, Oasi di San Pellegrino Terme, Pensionato Contessi Sangalli Fondazione Onlus di Costa Volpino, Fondazione Casa Serena di Leffe, Casa della Serenità di Cene, Rsa di Via Gleno, a causa dell’ incapacità nella gestione dell’ emergenza siano essi soggetti pubblici o privati – per la mancata adozione di tutti i provvedimenti previsti per affrontare l’ emergenza coronavirus (mancanza di dispostivi di rianimazione, ventilatori, tamponi, mancato screening mediante tampone, mancanza di mascherine e altri presidi sanitari, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, ecc.), per il reato di omicidio plurimo con dolo eventuale». Il presidente Carlo Rienzi (nella foto) è chiaro: «Le tante carenze sul fronte delle misure a tutela degli anziani ospiti delle Rsa e decisioni che erano certe condanne a morte per gli anziani hanno di fatto reso pressoché certo il verificarsi dei decessi all’ interno delle strutture, allo stesso modo di un ubriaco che, consapevolmente, si mette alla guida di un’ auto e provoca un incidente con morti e feriti».

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