30 Maggio 2020

Esposto contro il Canova da Istrana alla procura i dialoghi tra torre e piloti

I dialoghi tra torre di controllo e pilota messi a disposizione del procuratore di Treviso. Sono quelli dell’ inchiesta relativa al difficoltoso atterraggio dello scorso 22 febbraio, giorno in cui un aereo della Pobeda proveniente da Mosca ed in arrivo all’ aeroporto Canova sorvolò i tetti di Quinto e Treviso a bassa quota tentando due diverse procedure di atterraggio, sia sul lato Quinto sia sul lato Treviso, prima di atterrare definitivamente lato Quinto. Le mappe radar di quell’ evento furono pubblicate in esclusiva dalla “tribuna” e scatenarono un grande impatto. Tanto che da parte di alcuni cittadini partì un esposto alla procura, tramite il Codacons, che denunciava varie ipotesi di reato, tra cui violazione della normativa sugli atterraggi, omissione d’ atti d’ ufficio e danno erariale, con l’ obiettivo di capire quali motivi abbiano fatto procedere il pilota con quelle manovre ritenute pericolose.Su questa vicenda si inserisce ora l’ Aeronautica militare, con il 51mo Stormo di Istrana, il cui radar gestisce lo spazio di volo anche del Canova. In un documento inviato al procuratore il colonnello Massimiliano Pasqua, che guida lo Stormo, mette a disposizione il materiale audio di quel giorno. Cioè i dialoghi tra i piloti del volo. Così è stato disposto espressamente dal comando squadra aerea della Difesa. «Abbiamo provveduto ad accantonare a titolo precauzionale la documentazione Ats (Servizi del traffico aereo, ndr) relativa all’ evento e la rendiamo disponibile all’ autorità giudiziaria», si legge nel documento.«Quell’ evento è stata la dimostrazione dei rischi che si corrono con un aeroporto inadeguato alle operazioni con aerei passeggeri com’ è il Canova», dice Valdo Tamantini, promotore dell’ esposto e già controllore di volo sia all’ aeroporto di Treviso che a Tessera, «Un aeroporto pericoloso sia per gli ostacoli che per la pista ristretta, e in cui non sono applicate le procedure antirumore. Su queste tematiche l’ amministrazione di Treviso dovrebbe riflettere. È il motivo per cui ho invitato ad un confronto pubblico l’ assessore all’ ambiente Alessandro Manera». –A. B. V.

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