25 Gennaio 2002

Esposto Codacons contro i sindaci: omicidio colposo

Allarme Oms, lo smog uccide
L`agenzia Onu per la sanità denuncia: in Italia 14 morti al giorno per l`inquinamento. Il ministro Matteoli annuncia un piano, Legambiente e Wwf attaccano: miliardi per le grandi opere, non una lira per i mezzi pubblici. Esposto Codacons contro i sindaci: omicidio colposo

Arriva l`Organizzazione mondiale della sanità a calcolare l`impatto dell`emergenza-smog. Nel nostro paese muoiono ogni giorno 14 persone in più a causa dell`enorme concentrazione di polveri tossiche (il micidiale pm10) e di altri agenti inquinanti. La stima dell`Oms si riferisce a una giornata qualsiasi dell`ultimo mese, venerdì 18 gennaio: quel giorno, secondo l`agenzia Onu per la tutela della salute, ci sono stati sei decessi in più a Milano, cinque a Torino, due a Roma e uno a Bologna. Fa quattordici anche la media calcolata per il venerdì precedente, 11 gennaio. Solo che il record negativo era stato a Roma: sei morti in più.

E` un`altra ragione per sottolineare la situazione della capitale, dove l`inquinamento è inferiore a Milano ma comunque superiore ai limiti della direttiva europea (1999/30). La differenza sta nel fatto che regione Lazio e Campidoglio non rispettano i parametri Ue. Solo per questo a Roma non si parla di blocco del traffico.
Lo studio dell`Oms, realizzato insieme al dipartimento di statistica dell`università di Firenze, mette in luce anche cifre drammatiche sull`aumento della mortalità registrato negli ultimi anni in Italia a causa dell`inquinamento. Nel 1999 i decessi sono aumentati in media del 4,7 per cento (3.500 morti in più) a causa delle micidiali polveri inalanti pm10. L`obiettivo è 40 microgrammi di pm10 per ogni metro cubo d`aria: al nord si superano i 200 (243 la media di Torino, 206 quella di Milano), a Roma il picco massimo è stato 130: ora l`Oms ci dice che lo scostamento di 10 microgrammi/m3 fa crescere la mortalità dell`1,3 per cento. Patologie dell`apparato respiratorio, tumori, malattie cardiovascolari: queste le cause di morte prevalenti. Impressionanti anche i dati sui ricoveri: in un anno 1.900 per disturbi respiratori, 2.700 per quelli cardiovascolari, 31.500 bambini con la polmonite acuta e 30 mila attacchi d`asma. Su questa base il Codacons ha presentato esposti-denunce per omicidio colposo nei confronti dei sindaci di otto città (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Genova, Napoli e Palermo) e ha chiesto il blocco generale delle auto per 30 giorni.
E intanto il ministro dell`ambiente Altero Matteoli (An) ha definitivamente perduto la fiducia degli ecologisti. Se Wwf e Legamiente si erano mostrati dispobili, ora le cose cambiano: per il ministro solo critiche e attacchi a muso duro. E` merito dell`uscita infelice di Matteoli sul divieto di circolazione in auto: “E` inaccettabile“, aveva detto mercoledì alla camera il responsabile dell`ambiente del governo Berlusconi. E l`ultima goccia è venuta ieri con il piano in sette punti presentato in pompa magna da Matteoli: incentivi all`uso dei carburanti alternativi e al car sharing (l`auto in comune), nuovi parcheggi, controlli sulle caldaie e belle parole sulle virtù del mezzo pubblico. Matteoli ha anche promesso che ci penserà lui a recepire la direttiva antinquinamento dell`Unione europea, quella che indica i livelli ammissibili di monossido di carbonio, benzene polveri e altri inquinanti. E` una direttiva vecchia di tre anni, in vigore dal 2001: annunciando un atto del governo, Matteoli non fa che togliere la patata bollente dalle mani delle regioni, che ad eccezione della Lombardia non si sono adeguate e dovrebbero farlo. “L`inquinamento atmosferico è diverso da un luogo all`altro, ma ci vuole una normativa omogenea“, ha detto il ministro. Poi, naturalmente, Matteoli ha di nuovo corretto lo scivolone di mercoledì: “Il blocco delle auto resta l`unica soluzione praticabile“, ma è “insufficiente“. Non più “inaccettabile“.
Poco importa. Con le associazioni la frittata è fatta. Legambiente ha risposto con una nota del portavoce Roberto della Seta: “Nemmeno una lira per metropolitane sotterranee o di superficie. Nemmeno un soldo per le piste ciclabili o per creare percorsi protetti per i mezzi pubblici. Nemmeno una parola sulla necessità di coinvolgere le Ferrovie in interventi straordinari per la mobilità urbana. E` sopravvalutato il contributo che potrà dare la metanizzazione di 300 mila veicoli (in quattro anni andrà a gas, se tutto andrà bene, l`1 per cento del parco auto nazionale)“, sostiene Legambiente. “Quello di Matteoli – afferma ancora della Seta – è un piano senza portafoglio. Dopo due settimane di aria irrespirabile e di emergenza ci saremmo aspettati più stanziamenti e obblighi per gli enti locali“. Anche Legambiente sottolinea il mancato recepimento della direttiva del `99. E osserva che il ministro delle infrastrutture Piero Lunardi ha avuto dal governo “quacosa come 243 mila miliardi di lire per 250 opere, soprattutto strade e aurostrade“, mentre “per la mobilità urbana si parla di investimenti che in diversi anni si aggirano sui 100 miliardi, uniti alle briciole destinate dalla finanziaria alle metropolitane: appena 75 miliardi“. Anche il Wwf punta sull`insufficienza delle risorse: “Più soldi per i mezzi pubblici, altrimenti sono solo chiacchiere“.

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