12 Marzo 2002

Esposto (atti osceni) contro Benigni

CODACONS
Esposto (atti osceni) contro Benigni





Venezia.
È piaciuto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «È stato simpatico e ha confermato la sua bravura». Secondo il ministro delle comunicazioni, Maurizio Gasparri, «si è comportato da Oscar, sfoggiando una performance di cultura e sentimenti». L`ha benedetto pure la Chiesa: «Non era prevedibile che facesse pregare tutto il teatro Ariston. Ha utilizzato la comicità banale dei giorni precedenti orientandola ad una riflessione più alta». “One-O-Five Live“, il canale in Fm della Radio Vaticana, ha commentato così la partecipazione di Roberto Benigni al Festival di Sanremo.

Ma a fronte di tali attestazioni, Benigni Roberto assieme ai colleghi Teocoli Teo e Fiorello, nonché della signora Ferilli Sabrina, si è meritato pure un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia per atti osceni o contrari alla pubblica decenza o, comunque, giù di lì come spiega l`avvocato Mario d`Elia, presidente del Codacons lagunare. Oggetto del contendere, il saluto a Baudo Pippo con strizzata di genitali inferto dai tre comici e solo accennato dall`attrice, con tanto di «compiaciuto consenso di autorevoli personalità pubbliche presenti nelle prime file del teatro Ariston». Obietta il Codacons, che «al fine di accertare la veridicità di quanto narrato» chiede il sequestro delle registrazioni: «La ripresa televisiva da parte della Rai in diretta è avvenuta in prima serata e non vi era stato alcun preventivo avviso che lo spettacolo non era consigliato per un pubblico non adulto». Cioè nessuno aveva avvertito i teleutenti che dopo il saluto romano a braccio teso all`insù i comici del 2000 avrebbero escogitato il saluto alla romanesca (terra di Mamma Rai) o alla toscana (patria di Benigni) a mano tesa e rovistante all`ingiù. Prima la spremitura di Fiorello, poi quella di Teocoli, dulcis in fundo – ma non per il Pippo nazionale – quella del Roberto da Oscar: così d`Elia ha vergato la sua rampogna legale alla magistratura.

Altro che lo sdolcinato “buonaseeera“ imperante negli spot tv; qui siamo ai saluti a luce rossa, approcci pubici in grado di ledere non solo la virilità dell`interessato o il buon gusto ma anche il codice penale, secondo il Codacons, che «denuncia all`autorità giudiziaria tali fatti affinché sia accertata la sussistenza di illeciti penalmente rilevanti nei soggetti sopra indicati e di coloro che in concorso abbiano “preparato e gestito“ gli episodi sopra narrati». Con un ultimo dubbio da parte di d`Elia: «Cosa succederebbe se domani in tribunale salutassi alla stessa maniera un magistrato, magari donna?». Giusto per par condicio.

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