12 Marzo 2010

Esposto ambientalista per l’appalto “Si verifichi la correttezza delle procedure”

 
 
Verrà presentato questa mattina alle Procure della Repubblica di Venezia e Firenze e alla Corte dei Conti di Venezia l’esposto del coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido, contro le procedure di realizzazione del Palacinema e la vendita dell’ex ospedale al mare al Lido. Il documento, già annunciato nelle scorse settimane, è stato reso pubblico ieri e consiste in sette pagine che ricostruiscono dettagliatamente tutta la vicenda. Si parte dal 12 gennaio 2006, data della firma del protocollo d’intesa tra tutti i proponenti, per arrivare fino ai giorni scorsi. Presentatore ufficiale del ricorso, Federico Antinori, referente della Lipu di Venezia, anche a nome delle associazioni Italia Nostra, Codacons Veneto, Associazione Vegetariana Italiana, Associazione per la difesa dei Murazzi, Rocchetta e dintorni, Estuario Nostro, Venezia Civiltà Anfibia, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Comitato Utenti e Consumatori e Pax in Aqua. I proponenti del ricorso chiedono alle Procure interpellate di Alla luce di quanto esposto il sottoscritto chiede a codeste Procure di «verificare la legittimità dell’intera procedura utilizzata dal Comune di Venezia – si legge – per reperire la parziale copertura finanziaria necessaria alla costruzione del nuovo Palazzo del cinema. In particolare: l’acquisto da parte del Comune dell’ex Ospedale al Mare con fondi della legge speciale, oltre all’avvio dei lavori di costruzione senza completa copertura finanziaria» oltre ad una serie, molto dettagliata, di obiezioni.
      Intanto tiene banco il "caso Spaziante", il commissario competente sul Lido e sull’isola della Certosa. Al centro della vicenda l’«allargamento» delle competenze, su cui interviene l’assessore al patrimonio Mara Rumiz. «Voglio ricordare – sottolinea l’assessore – che il Piano di recupero, adottato nel marzo 1995 e approvato nel gennaio del 1996 era decaduto per decorso del termine decennale e che la mancata approvazione del Pat da parte del Consiglio avrebbe fatto slittare di molto (mesi o, più probabilmente, uno o due anni) l’approvazione del progetto. Visto che la delibera consiliare rileva che l’intervento si configura come un primo tassello per l’attuazione di un sistema nautico unico, ritengo giustificato il ricorso al commissario che ha come compito la riqualificazione e il rilancio del Lido. Tutt’altro che espropriazione della città».
     

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