27 Maggio 2008

Esposto al difensore civico regionale per le bollette dell`acqua

Esposto al difensore civico regionale per le bollette dell`acqua in città e a Bottrighe

Le bollette dell`acqua di Adria e Bottrighe, relative ai mancati pagamenti pregressi sui servizi di depurazione e fognatura, finiscono in un esposto al difensore civico regionale. Il Comitato “Care, fresche e dolci acque“, associato al Codacons di Rovigo, porta il caso a Mestre, rilevando al difensore civico “i notevoli disagi economici arrecati a moltissimi cittadini di Bottrighe e frazioni“. I disagi sono conseguenti all`elevata fatturazione degli arretrati mai fatturati in precedenza, perché il Comune di Adria non aveva messo a ruolo per i servizi di depurazione e fognatura, circa 800 utenti del servizio idrico. Il caso s`era aperto nel giugno 2007 con l`arrivo delle prime bollette “gonfiate“ dagli arretrati. Ad oggi, sono circa una trentina i residenti che non hanno provveduto al saldo dei pregressi: c`è chi non ha pagato perché lamenta di non usufruire della rete fognaria pubblica – in particolare a Mazzorno – perché gli allacciamenti non sono mai stati realizzati, o perché il servizio è interrotto da guasti non riparati. E poi ci sono i casi di chi – pensionati “al minimo“, operai con figli in età scolare, disoccupati – non riesce a gestire la rateizzazione concessa da Acque potabili lo scorso ottobre (12 rate). E` emblematico il caso di un`anziana che, con 530 euro di pensione minima e arretrati di oltre 2.400 euro, si ritrova a fare i conti con rate di circa 185 euro, comprensive di more e interessi: “Come fa un anziano a vivere, con le altre bollette da pagare, l`affitto, eccetera, in queste condizioni?“, chiede Chiara Crivellari del Codacons. Sulla rateizzazione adottata da Acque potabili, le lamentele riguardano anche gli attuali pagamenti: “Dovrebbero arrivare due bollette all`anno, ma per il 2007 la fatturazione è avvenuta con una sola bolletta, e questo mette in crisi i bilanci familiari con le strette scadenze di pagamento“, ricorda Rossana Furlan, presidente del Comitato “Care acque“. Gli iscritti al Comitato sono infuriati con Acque potabili – la società di Italgas che, secondo la convenzione stipulata nel 1990 con il Comune di Adria, rivende l`acqua acquistata da Polesine servizi – perché le letture dei contatori non corrisponderebbero ai consumi; poi, perché il locale sportello di servizio della società non è aperto tutti i giorni feriali come impone la legge Galli, ma solo 2 giorni; e così chiedono al difensore civico, oltre alla rateizzazione trimestrale delle future bollette, anche una diminuzione tariffaria, proporzionale ai servizi che non sono stati erogati in base al Piano d`ambito.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this