Esplode la rabbia dei modenesi «Politici, stateci alla larga»
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fonte:
- Libero
Modena «C’ è tanta rabbia: dopo il terremoto, ora l’ alluvione. E tutti sapevano che gli argini erano messi male. Le nutrie? Magari una concausa del disastro, che aggrava le colpe di chi, pagato per farlo, non ha garantito la sicurezza». Lisa Secchia è un tecnico di laboratorio, terremotata e da oltre una settimana sommersa dalle acque del fiume che, ironia della sorte, condivide con lei il cognome. All’ indomani del disastro modenese ha aperto una pagina Facebook per raccogliere le adesioni di tutti gli «alluvionati e incazzati». Oggi sono oltre 18mila. «Da queste parti vedo aziende in ginocchio, la quasi totalità aspetta ancora i rimborsi del sisma. Come posso avere fiducia?». Che la gente abbia un diavolo per capello lo conferma anche il sindaco di Bomporto, Alberto Borghi, che nei giorni scorsi ha addirittura frenato le visite di Errani e compagni, per evitare polemiche e contestazioni: «C’ è molta rabbia e, visto che ho costruito un certo rapporto con la gente, non voglio avere tensioni». Ad appoggiare la causa degli arrabbiati è il Codacons, il cui vicepresidente regionale Fabio Galli promette «un’ azione collettiva» nei confronti «di chi dovesse risultare responsabile. Ci sono anche responsabilità personali. In tanti hanno ricevuto incarichi ben pagati, se scopriremo inadempienze attaccheremo anche il portafoglio di queste persone». Nel mirino delle proteste finisce soprattutto Aipo, l’ ex magistrato del Po, con i suoi dodici dirigenti pagati, nel complesso, oltre 1,3 milioni di euro annui. In queste ore oltre mille volontari stanno poi lavorando nel fango, gli sfollati sono ancora 240. Ieri le scuole hanno riaperto nei sei Comuni colpiti. Mentre la gente prova a rialzarsi, la politica dorme. Per ora i risultati ottenuti sono: la proroga fiscale di sei mesi, 19 milioni di euro stanziati dal ministro Orlando (ma solo nelle prime ore l’ emergenza è costata 15 milioni) e il riconoscimento dello “stato di eccezionali avversità atmosferiche” firmato dalla De Girolamo prima delle sue dimissioni. Il governo deve ancora dare una risposta alla richiesta di stato di emergenza avanzata 8 giorni fa da Errani (atteso oggi in consiglio). Senza quello: niente rimborsi. Il capo della Protezione civile Gabrielli, domenica sul posto, ha messo le mani avanti: l’ alluvione? «Ne ho dodici in gestione». Ma qui, di mezzo, c’ è stato anche un terremoto da 15 miliardi di danni, motivo per cui – ha assicurato – «ci sarà, da parte delle istituzioni, un atteggiamento più attento». Elisabetta Aldrovandi, avvocato di Medolla, ha già inviato lettere a Letta e Napolitano, in calce ha raccolto 500 firme. Tutti chiedono la “no tax area”, ma Errani ha già detto di no, opponendo presunti veti europei. D’ altro canto, preoccupa anche il progetto-Cispadana, un’ autostrada da 67 chilometri che taglia in due l’ Emilia. Un affare da 1,2 miliardi, sfiorato dall’ onda lunga delle inchieste sulla Tav di Firenze, le stesse che travolsero l’ ex presidente Pd dell’ Umbria, Lorenzetti. Quell’ autostrada rischia di nascere sopra una faglia, in più, essendo rialzata, sarà un nuovo – potenziale – sbarramento per le acque. «Il progetto non prende in considerazione l’ effetto dell’ asse autostradale sul regime superficiale di deflusso delle acque, soprattutto nei casi estremi di esondazione» ha già avvertito il geologo Daniele Brunelli, prof dell’ università di Modena. La decisione spetterà alla commissione ministeriale. Oggi nei luoghi dell’ alluvione arriverà il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, il primo a denunciare la «vergogna del silenzio» di politica e media.
filippo manvuller
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