7 Agosto 2009

ESPLODE il prezzo della benzina, con la verde sopra a 1,3 euro il litro

 
 ESPLODE il prezzo della benzina, con la verde sopra a 1,3 euro il litro. Anche a Firenze, come un po’ in tutta Italia, i carburanti prendono il volo, e proprio nel momento in cui gli automobilisti si riversano sulle strade, in partenza per le ferie estive.  Secondo Codacons, i pochi centesimi di rialzo della benzina significheranno per ciascun automobilista che si sposterà per le vacanze un costo aggiuntivo di 15 euro. Una stangata che in dodici mesi si trasformerà in un centinaio di euro in più da pagare per chi utilizza abitualmente l’auto. Secondo i prezzi medi consultabili sul sito www.prezzibenzina.it, a Firenze in questi giorni la verde si paga circa 1,250 euro il litro, ma solo se la pompa è «indipendente». Alla Agip, la compagnia che ha dato il via ai rialzi, si sale a 1,339 euro il litro. Rispetto solo a due mesi fa il rialzo è del 4,8% per la verde e di quasi l’8% per il gasolio. L’unica cosa da fare, in questi casi, oltre a utilizzare il meno possibile l’auto, è andare alla ricerca dei distributori più economici. Che risultano ancora essere quelli dentro gli ipermercati. Secondo www.prezzibenzina.it, l’impianto all’interno della Carrefour di Calenzano è quello dove la verde si paga meno (1,249 euro il litro, rilevazione di due giorni fa). Se però si vuole restare in città, allora la Total di viale Etruria all’Isolotto è tra le più convenienti.  Le associazioni dei consumatori, Federconsumatori, Adusbef, Codacons, non hanno dubbi. I rincari dei carburanti «sono l’ennesima dimostrazione lampante dell’inaccettabile meccanismo speculativo di doppia velocità di adeguamento». Con i prezzi che scattano al rialzo non appena le quotazioni del petrolio accennano ad aumentare, ma stentano ad abbassarsi quando le quotazioni tornano a scendere. E per questo Federconsumatori e Adusbef chiedono più controlli sulle speculazioni e una liberalizzazione completa del settore, che apra la vendita anche alla grande distribuzione, come già avviene nel resto dell’Europa. Ma non solo. «E’ auspicabile un solo intervento dello Stato è il commento del presidente di Aduc, Vincenzo Donvito ovvero la riduzione dell’imposizione fiscale che oggi è al 70%. E tra le tante tasse che si alimentano dai carburanti si potrebbero da subito eliminare quelle relative alla guerra d’Abissinia del 1935 o alla crisi di Suez del 1956». Ma i rincari di questi giorni, sono davvero solo speculativi come sostengono le associazioni dei consumatori? O dipendono piuttosto dalle oscillazioni del prezzo del petrolio?. Secondo Franco Bertini (nella foto), ex presidente nazionale Faib Confesercenti, «il prezzo della benzina dipende dalle variazioni delle quotazioni del petrolio, ma anche dalla disponibilità del prodotto sul mercato». «Se la domanda aumenta spiega e il prodotto non è sufficiente per tutti, è ovvio che il prezzo salga. Gli esodi estivi, in questo caso, non c’entrano nulla».
 

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