14 Dicembre 2020

Esordio in zona gialla ed è subito folla e tra?co Si pensa a una stretta

di Federica Cravero Com’era prevedibile, ai piemontesi è stata ridata la libertà di movimento concessa dalla “zona gialla” e loro se la sono presa. Torino, particolare, il centro è stato preso d’assalto per lo shopping prenatalizio quasi come se la pandemia non ci fosse. Quasi, naturalmente. Perché la gente ha rispettato abbastanza bene l’uso della mascherina, il distanziamento ha contingentato l’ingresso nei negozi e, nonostante sia permesso di tenere aperto fino alle 21, già alle 18 nelle vie del centro è calato il silezio quando hanno chiuso bar e ristoranti che da ieri sono tornati a servire il pubblico al bancone e al tavolino, anziché con consumazioni da asporto. Il traffico è andato in tilt e anche i mezzi pubblici erano affollatissimi. «Ci sono aspetti di criticità su cui riflettere», ha commentato il prefetto di Torino, Claudio Palomba, che ieri ha sentito la sindaca Chiara Appendino e il questore Giuseppe De Matteis, con i quali ha fissato un incontro per oggi così da ragionare sugli accorgimenti da adottare in vista delle feste. «In particolare ci sono stati dei problemi in via Roma — ha sottolineato il prefetto — sia perché la gente si stringeva sotto i portici, sia perché si sono creati assembramenti attorno alle esibizioni di alcuni artisti di strada». Molto più ordinata è sembrata la parallela via Lagrange. Sui negozi alcuni necessitano di qualche miglioria, ma in generale soprattutto quelli più grandi, hanno adottato le misure necessarie per far entrare i clienti a gruppi ristretti. La grande novità di ieri è stata la riapertura al pubblico di bar e ristoranti, così attesa e preparata nei dettagli che non ha creato particolari problemi. «Ieri ha riaperto il 90% dei pubblici esercizi – spiega Alessandro Mautino, presidente Epat – Un buon auspicio di ritorno alla normalità per le aziende ed i clienti, pur ricordando che il limite di chiusura delle 18 grava ancora pesantemente su grande parte del nostro mondo. Al governo chiediamo di togliere quel clima di incertezza che è il nemico più grande degli imprenditori». Anche il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha commentato la giornata parlando in tv: «Riaprono tante attività e quindi da una parte il fatto che uno possa ritornare al proprio lavoro è una notizia buona, ma dall’altra dobbiamo mantenere un rigore e un’attenzione altissima, per non sprecare questa opportunità. Pertanto dobbiamo continuare, seppur felici che si possa riaprire, ad essere molto scrupolosi e responsabili nel rispettare le misure anticontagio». Porre rimedio alla folla di ieri in centro, in realtà non è facile poiché ora che gli spostamenti sono liberi tra i comuni e non si può impedire che le persone raggiungano il capoluogo. Dal Codacons arriva il suggerimento di «istituire il numero chiuso nelle vie dello shopping di Torino — chiede il presidente Carlo Rienzi — limitando l’accesso al pubblico in base alle dimensioni delle vie e intensificando controlli nei confronti dei trasgressori, altrimenti denunceremo il Comune». Oggi in prefettura sarà invece affrontato il tema del trasporto pubblico, dopo le criticità emerse ieri su alcune linee. L’incontro con Gtt e Agenzia della mobilità era già stato fissato per parlare degli spostamenti degli studenti a gennaio e sarà l’occasione anche per gestire gli spostamenti prima e durante le vacanze di Natale. La nuova libertà di movimento ha portato anche molte persone a muoversi per una gita in montagna. Anche con gli impianti chiusi, molti hanno messo sci da alpinismo, da fondo o ciaspole per passeggiate solitarie o a piccoli gruppi. «Non c’è stata un’invasione dalla città — precisa il sindaco di Bardonecchia, Francesco Avato — Ci aspettiamo molte più persone dal prossimo fine settimana, prima delle vacanze di Natale. Certo dal punto di vista economico sarà un fattore importante, ma il rischio di assembramenti che ne consegue ci preoccupa non poco».
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