27 Giugno 2014

Esodo estivo più caro, sale il prezzo della benzina e scoppia la polemica

Esodo estivo più caro, sale il prezzo della benzina e scoppia la polemica

Roma – Con l’ arrivo delle vacanze e dei weekend estivi scoppiano le solite polemiche sui prezzi dei carburanti. A scatenare l’ ira dei consumatori è stato l’ ennesimo rialzo dei prezzi registrato in concomitanza con l’ ultimo fine settimana di giugno, nonostante una sostanziale stabilità delle quotazioni internazionali (benzina ferma a 588 euro per mille litri, diesel in calo a 588 euro per mille litri). Una denuncia che Unione Petrolifera rimanda subito al mittente sostenendo che i prezzi dei carburanti sono “cresciuti” in modo più contenuto “rispetto a quanto accaduto a livello internazionale”. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare una ‘tregua’ se, come sostiene Figisc Confcommercio, i prezzi resteranno sostanzialmente fermi. Secondo il monitoraggio effettuato da ‘Staffetta Quotidiana’, invece, dopo le mosse di ieri di Eni, Esso, Shell e TotalErg. Oggi a ritoccare i listini sono Esso (+0,5 centesimi sul diesel) e Tamoil (+1 centesimo sul benzina, diesel e Gpl). Oggi le medie nazionali ‘servite’ della benzina e del diesel, rileva ‘Quotidiano Energia’, sono rispettivamente a 1,853 e 1,749 euro/litro (Gpl a 0,755). Le ‘punte’ in alcune aree sono per la ‘verde’ fino a 1,910 euro/litro, il diesel a 1,798 e il Gpl a 0,767. La situazione a livello Paese (in modalità ‘servito’), vede il prezzo medio praticato della benzina che va oggi dall’ 1,836 euro/litro di Esso e TotalErg all’ 1,853 di Shell (no-logo a 1,728). Per il diesel si passa dall’ 1,734 euro/litro di Esso all’ 1,749 di Shell (no-logo a 1,623). Il Gpl, infine, è tra 0,731 euro/litro di TotalErg e 0,755 di Tamoil (no-logo a 0,714). “Si tratta dei soliti rincari estivi, applicati prima delle partenze degli italiani per le vacanze o i weekend al mare”, denuncia Carlo Rienzi, il presidente del Codacons. “Da anni assistiamo a fortissimi ritocchi al rialzo dei listini di benzina e gasolio tra i mesi di luglio e agosto, aumenti che costano centinaia di milioni di euro agli automobilisti, i quali non possono rinunciare a fare rifornimento per raggiungere le località di villeggiatura”, osserva Rienzi, chiedendo al premier Matteo Renzi di adottare subito “provvedimenti atti ad evitare il solito massacro sugli italiani in vacanza, attraverso misure che impediscano rincari speculativi alla pompa e aumenti dei listini in concomitanza con le partenze dei cittadini”. Anche Federconsumatori e Adusbef chiedono al Governo di intervenire per scoraggiare questi ritocchi che arrivano “ogni venerdì estivo”. L’ incremento ingiustificato dei costi dei carburanti, rilevano le due associazioni dei consumatori, “oltre a determinare ricadute sui prezzi di beni e servizi, inciderà in maniera pesante sull’ andamento della domanda turistica, facendo ridurre ulteriormente il budget del già esiguo numero di famiglie che si apprestano a partire per le vacanze estive”. Immediata la reazione di Unione Petrolifera che, seppur apprezzando il fatto che anche le associazioni dei consumatori “ritengano eccessivo e insostenibile il peso delle tasse sui prezzi dei carburanti”, non condivide le loro valutazioni: a giugno, infatti, rileva Up, “i prezzi industriali (al netto delle tasse) di benzina e gasolio in Italia sono cresciuti in misura molto più contenuta rispetto a quanto accaduto a livello internazionale”. Il prezzo industriale della benzina in Italia a giugno “è aumentato di 1,7 cents al litro contro i 3,6 cents a livello internazionale. Analogamente, il gasolio è aumentato in Italia di meno di 1 cents mentre a livello internazionale l’ apprezzamento è stato di ben 3 cents”. Il comportamento responsabile delle aziende, sostiene Up, “si riflette inoltre sullo stacco con l’ Europa oggi molto basso ed inferiore ai 2 cents in media annua”. Ritocchi all’ insù dei prezzi dei carburanti, quindi, che confermano il ‘triste’ primato dell’ Italia in Europa. Con la benzina a 1,753 euro al litro al 23 giugno (in modalità self), rileva Figisc Confcommercio nell’ Osservatorio prezzi diffuso oggi, l’ Italia si colloca in seconda posizione nella classifica dei prezzi più cari, preceduta dall’ Olanda (1,775 euro al litro), e seguita da Danimarca, Grecia, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Germania, Belgio e Portogallo (1,594 euro al litro), mentre la media aritmetica è uguale a 1,500 euro/litro. Con il gasolio a 1,637 euro/litro, l’ Italia si colloca alla seconda posizione nella classifica dei prezzi decrescenti, preceduta dal Regno Unito (1,695 euro/litro) e seguita da Svezia, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Olanda, Cipro, Romania, Germania ed Ungheria ex aequo, con una media aritmetica uguale a 1,390 euro/litro . Rispetto alla rilevazione precedente del 16 giugno, il prezzo al consumo della benzina in Italia è salito di un +0,68%, contro una media ponderata dei 18 Paesi di area euro di +0,81%, quello del gasolio è salito di un +0,50 %, contro una media ponderata di +0,86% dei 18 Paesi di area euro; il prezzo industriale è salito in Italia per la benzina di un +1,29 % contro una media ponderata dei 18 Paesi di area euro pari +1,46 %, quello del gasolio è salito in Italia di un 0,84 % contro un +1,30 % della media ponderata dei 18 Paesi di area euro. Rispetto alla precedente rilevazione del 16 giugno, quindi, la classifica dell’ Italia rimane stabile sia per la benzina (al secondo posto) che per il gasolio (al secondo posto). I prezzi sulla rete autostradale, rileva il presidente di Anisa Confcommercio, Stefano Cantarelli, “sono aumentati per la benzina di 0,009 euro/litro e di 0,003 euro/litro per il gasolio mentre il prezzo del gasolio in autostrada, prodotto che costituisce oltre l’ 80 % delle vendite in questo comparto, nella modalità self risulta per questa settimana più ridotto nell’ ordine di circa 2,0 cent/litro rispetto al prezzo dello stesso prodotto nella stessa modalità in rete ordinaria”. Nei prossimi giorni, comunque, come sostiene il presidente di Figisc-Confcommercio, Maurizio Micheli, il prezzo dei carburanti dovrebbe rimanere fermo. “A meno di drastiche variazioni in più od in meno delle quotazioni internazionali alla chiusura dei mercati di oggi -sottolinea-, sussisterebbero le condizioni per prezzi fermi, con variazioni massime attorno a qualche millesimo di euro/litro”. Sul prezzo dei carburanti non pesa solo la delicata situazione internazionale ma anche il forte peso delle accise. Secondo il monitoraggio effettuato da Figisc, in collaborazione con Assopetroli-Assoenergia, al 23 giugno, lo ‘stacco Italia delle imposte sui carburanti’ (ossia quante imposte si pagano di più in Italia rispetto alla media dei 28 Paesi Ue) è di +24,5 cent/litro per la benzina e +24,0 per il gasolio. Come ha rilevato Up lo scorso 18 giugno “la crescita della fiscalità ha continuato a penalizzare la mobilità e l’ andamento dei consumi ne evidenzia il fenomeno”. Nel 2013 i consumi dei carburanti in Italia hanno registrato un calo di un milione di tonnellate: -0,4 mln per la benzina e -0,6 per il gasolio. Un ruolo di rilievo in queste dinamiche, aveva sottolineato il presidente di Up, Alessandro Gilotti, “lo ha avuto il fisco che ha colpito in particolare l’ auto e i carburanti, con effetti iniqui e recessivi e senza alcun vantaggio per le casse dello Stato che nel 2013 hanno visto ridursi di oltre un miliardo di euro le entrate derivanti da accise e Iva sui carburanti”. E il futuro non sembra roseo. Come rileva Up, il peso delle tasse sui prezzi dei carburanti potrebbe ancora aumentare “sulla base dei provvedimenti di legge già approvati”. Un eccessivo peso delle accise che per l’ esponente del Nuovo Centrodestra, Vincenzo Piso, rende necessario che “il Governo faccia chiarezza”. Se il prezzo industriale segue le dinamiche internazionali dell’ andamento del brent, rileva l’ esponente di Ncd, “l’ unico modo per il Governo per diminuire i prezzi è agire sulla componente fiscale. Quindi si potrebbe agire sulla riduzione delle accise abbinata alla sterilizzazione dell’ Iva”.

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