12 Ottobre 2007

Esempio di razzismo contemporaneo “Ora la Germania ci chieda scusa“

Lo scrittore Marcello Fois: come se un tribunale sardo desse le attenuanti a un antisemita tedesco
Esempio di razzismo contemporaneo “Ora la Germania ci chieda scusa“.
“Un`imbecillità lombrosiana“

Dalla Sardegna a Roma, dal mondo politico a quello della cultura, dai movimenti indipendentisti ai consumatori. E` unanime e “bipartisan“ lo sconcerto in Italia per la sentenza del tribunale tedesco. “Siamo in presenza di uno straordinario, forse irraggiungibile, esempio di razzismo contemporaneo“ sostiene il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi. Il sassarese Mario Segni parla di “offesa per la giustizia e per la Sardegna“. E Francesco Cossiga sceglie la strada del sarcasmo. “Mi sembra una sentenza saggia. Se una donna è legata ad un uomo è giusto che questi possa esercitare i suoi “diritti““. In Sardegna il presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, ricorda che non esiste “alcuna cultura sarda di segregazione e di violenza sulle donne“. Il leader indipendentista Gavino Sale la definisce “frutto dell`ignoranza della cultura e della storia sarda“. E il segretario nazionale del Partito sardo d`Azione, Efisio Trincas, ricorda che “i sardi sono stati sempre vittime di questi pregiudizi, sin dai primi dell`800, ma pensare che ancora permangano ci disgusta“. In Parlamento la protesta è trasversale. “Ha dell`incredibile ed è frutto dei pregiudizi che ancora esistono“ dice Amalia Schirru dell`Ulivo. “Mostra clamorosamente quanto ancora debba marciare in Europa la cultura dei diritti e del rispetto per le donne“ aggiunge Rosalba Cesini del Pdci. L`Udeur punta il dito contro “l`arretratezza culturale e un retroterra razzista“. Per Elettra Deiana e Daniela Dioguardi di Rifondazione la sentenza è “razzista e sessista“ e anche la verde Paola Balducci la definisce “doppiamente razzista“. An e Forza Italia intanto chiedono che il Governo ottenga le scuse della Germania. “La sentenza denota soltanto grande ignoranza. Il Governo chieda spiegazioni“ dice Carmelo Porcu (An). Gli fa eco l`azzurra Isabella Bertolini: “Il Governo deve chiedere scuse per una sentenza che offende il nostro Paese“. E per Carolina Lussana (Lega) “più che la decisione di un Tribunale europeo, sembra quella di un Tribunale ispirato dalla sharia islamica“. Indignazione anche nel mondo della cultura. “Non sa, il giudice, che la leggenda vuole che in Sardegna c`è ancora il matriarcato e, quindi, sono le donne che picchiano gli uomini?“ chiede Manlio Brigaglia, professore emerito dell`Università di Sassari. “Una sentenza stomachevole“ aggiunge lo scrittore nuorese Marcello Fois: “E` come se un tribunale sardo riconoscesse attenuanti a un antisemita tedesco“. Una vera e propria “imbecillità lombrosiana“ anche per lo scrittore Salvatore Niffoi che aggiuge: “E` una violenza nei confronti di un`isola che ha tra le sue divinità ancestrali la “Terra madre“, uno dei simboli più alti della femminilità“. L`associazione Codacons annuncia una denuncia per “ingiuria aggravata nei confronti dei cittadini sardi“. (m.v).

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