23 Febbraio 2009

“Esco dal frullatore del Festival”

REDUCI. FILIPPO PERBELLINI RACCONTA IL RIENTRO NELLA SUA CASA DI VERONA DOPO L’ESPERIENZA SANREMESE

 Dopo circa tre ore e mezza di viaggio in auto, dopo una settimana praticamente insonne, finalmente rientro a casa e… chi trovo? Eros! Il mio cane, che mi salta addosso dalla felicità. Lui non sa cos’è il Festival di Sanremo, né conosce il mio mito, Stevie Wonder, ma abbaia felice, mi fa capire che gli sono mancato e io mi sciolgo… Rientrare a casa dopo un po’ di giorni è bellissimo, mi accorgo solo ora di quanto mi siano mancati il mio pianoforte, i cd, il computer, perfino il caos della mia camera. Ecco, l’avventura sanremese si è conclusa, devo dire in modo molto postivo. In neanche dieci giorni, ho imparato moltissime cose nuove, conosciuto tanti amici, stretto forti legami, senza dimenticare la scossa di emozione del duetto con Riccardo Cocciante. Quando ho cominciato a frequentarlo, lo consideravo solo un musicista di enorme successo ed esperienza, ora, questo mi sembra semplicemente un dettaglio: lui è prima di tutto un grande uomo! Mi ha raccontato con incredibile sincerità delle sofferenze provate da ragazzo, quando si sentiva diverso da tutti, incompreso, fuori standard, con questa pazzesca energia dentro, ma senza trovare un modo per tirarla fuori. È stata la musica la sua terapia, la sua svolta, quella porta che si è spalancata verso qualcuno che finalmente ascoltasse le sue emozioni. E quante ne passa ancora di emozioni! In questa specie di frullatore che è il Festival, con le conferenze stampa, le interviste, i primi fans a cui proprio non sai che dire, quelle richieste di foto e autografi che pensi siano uno scherzo, ecco, io torno a casa felice e sereno, perché ho capito che non c’è nulla che conti di più della verità, della verità di come sei, della verità di ciò che sogni, della verità dei tuoi pregi e dei tuoi difetti. Dopo tanti anni la musica è tornata finalmente la protagonista di Sanremo. Ma non sono mancati i tradizionali tormentoni che hanno tenuto banco nel secondo Festival di Paolo Bonolis, tra ritorni, provocazioni e polemiche. TORMENTONI: POVIA: arriva secondo malgrado le polemiche e gli attacchi a Luca era gay. Di lui si occupa anche Roberto Benigni, superstar della serata inaugurale. «Avete fatto tutto voi», dice dietro le quinte ai giornalisti, i «pennivendoli di regime». Per lui, gay e lesbiche in corteo e da Venezia un piccione da parte delle Drag Queen. I COMPENSI: il milione di euro a Bonolis, i 350 mila euro a Benigni (e l’accordo con la Rai per la cessione dei diritti dei suoi spettacoli) tengono i media occupati per giorni. Ma il festival è un trionfo e il ministro Brunetta taglia la testa al toro: «Viva Bonolis, si è guadagnato il cachet». Paolino lo ringrazia e scherza: «Ditegli che non sono mai arrivato in ritardo». TELEVOTO E GIURIA: Striscia la notizia e il Foglio denunciano rischi di doping del voto.  Codacons e Fimi prendono la palla al balzo per protestare e chiedere un cambiamento del meccanismo, alcuni membri della Giuria demoscopica parlano di confusione con i telecomandi usati per votare. Il responsabile dell’Ipsos Pagnoncelli ammette che c’è stato qualche problema. Ma esclude casi di doppio voto. Il direttore di Raiuno, Del Noce difende la formula, che «va aggiustata ma è la più garantista». LA CHIESA: con il Festival sono scintille. L’Osservatore Romano e i vescovi stroncano le canzoni e lo show. Bonolis butta acqua sul fuoco e invita la Chiesa a «occuparsi di cose più importanti». Poi dice «Io non ho bisogno di riconciliarmi con nessuno, è la Chiesa che deve riconciliarsi». «Paolo è sotto stress», ribatte il cardinal Ersilio Tonini. FAMIGLIA: in compenso non si è parlato altro che di padri (o madri) e figli e di famiglia (etero) in genere. Bonolis ha citato continuamente la moglie e in qualche occasione anche i figli; la canzone di Povia è anche su un figlio e i suoi genitori, due ospiti, Alain e Dane Clark, erano padre e figlio che cantavano il loro rapporto; Laurenti l’altroieri ha cantato la sua canzone sul figlio. RAISET: la donna di Mediaset, Maria De Filippi, mette piede per la prima volta in Rai e lo fa nell’evento più importante. In gara ci sono due suoi pupilli: il vincitore di Amici (e del festival) Marco Carta e la Proposta Karima. «Carta non è un’emazione di Amici, avrebbe vinto anche senza Maria»,commenta Bonolis. «Magari l’anno prossimo vincerà chi ha vinto X-Factor». Del Noce sulla De Filippi all’Ariston l’anno prossimo ci metterebbe la firma. Ma, ricorda, il Festival richiede una preparazione di mesi e il contratto con Mediaset le impedisce un impegno del genere. SEX AND THE SIXTY: – LE PLAYMATE: le conigliette di Playboy fanno da contorno al magnate dell’editoria erotica, l’ultra-ottantenne Hugh Hefner. L’irruzione della pornostar Laura Perego in perizoma mentre Bonolis lo intervista finisce con una denuncia (e tanta notorietà). IVA ZANICCHI E PATTY PRAVO: il tempo passa ma le due veterane della canzone italiana (e del Festival) non ne vogliono sapere di cedere il passo alle più giovani colleghe. E così l’ex Zingara canta il sesso senza amore anche in tarda età e la sessantunenne ex ragazza del Piper cerca di stupire con un nude look che lascia ben poco all’immaginazione. I GRANDI RITORNI: I grandi protagonisti della musica italiana disertano il Festival? Bonolis e il direttore musicale Giamarco Mazzi escogitano una formula per farli tornare all’Ariston. Grazie ai duetti di giovedì e venerdì si sono rivisti a Sanremo Zucchero, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Lelio Luttazzi, Pino Daniele, Riccardo Cocciante, Massimo Ranieri e Maurizio Vandelli. Senza dimenticare la più grande, Mina.
 

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