11 Aprile 2021

Esclusivo: “In Toscana vacciniamo i 20enni. Gli anziani? Nemmeno riescono a prenotarsi”

 

Di Pietro Mecarozzi “Mia madre di 90 anni sta ancora aspettando il suo vaccino, e secondo il suo medico di base ha davanti a sé una sessantina di persone”. Ha denunciarlo a TPI è uno dei medici responsabili del centro vaccinale di Orbetello, cittadina della bassa maremma, in provincia di Grosseto. Nessuna corsia preferenziale, per l’anziana donna, ma anzi: “Visto il suo ottimo stato di salute e la mancanza delle dosi di vaccino è stata fatta slittare in fondo alle prenotazioni”, continua il medico.
La Regione Toscana è uno dei tanti dossier scomodi della campagna di vaccinazione nazionale: alle difficoltà nel reperimento delle dosi per la giunta del neo governatore Eugenio Giani si sono infatti aggiunti una serie di errori che ad oggi bloccano l’intera macchina e relegano la Toscana in fondo alla classifica nazionale per quel che riguarda le somministrazioni agli over 80, sia per le prime dosi sia per i richiami.
Cominciando proprio dalle nuove forniture: AstraZeneca questa settimana salta, e la prossima le dosi in arrivo rischiano di essere irrisorie. La consegna dei vaccini dovrebbe essere tra il 13 e il 14 aprile, mentre il 7 sono stati recuperati gli appuntamenti saltati il primo aprile (per il ritardo delle forniture della settimana scorsa) che poi si fermeranno di nuovo.
“Mi dicono che saranno solo 9.500 dosi”, spiega Eugenio Giani riferendosi alle nuove forniture. “È un numero estremamente esiguo, sono molto preoccupato”.
Stando a quanto suggeriscono dai corridoi di Palazzo Vecchio, fino alla prossima settima gli hub resteranno di fatto inattivi o a bassa intensità grazie alle dosi di Moderna disponibili. E, come in quello di Orbetello e Grosseto, lo scenario nei centri di vaccinazione sarà desertico: con gli operatori impegnati a metà servizio e i Comuni costretti a farsi carico degli affitti.
“Facciamo la metà delle dosi che facevamo a inizio campagna vaccinale”, svela la dottoressa. “E continuiamo a ricevere lamentele da parte delle persone più anziane, che non riescono a prenotarsi nelle piattaforme online”.
Ma quando nasce il cortocircuito toscano? “A inizio campagna abbiamo ricevuto moltissime prenotazioni dalle città come Firenze, Pisa e Lucca, in quanto in Toscana basta essere residenti per potersi prenotare ovunque nella regione”, puntualizza la responsabile dell’hub orbetellano. “Da lì in poi il numero di dosi è diminuito ogni giorno di più ed è subentrata la problematica della prenotazione per i soggetti fragili”, continua ancora.
Ogni giorno mezzo milione di toscani impugna il cellulare e si collega al portale della Regione nella speranza di poter prenotare il vaccino anti-Covid, confidando in un click-day non annunciato. In assessorato lo hanno scoperto analizzando i dati di flusso degli ultimi giorni.
La Regione ha inoltre deciso di mettere a disposizione 5.000 dosi per gli utenti fragili sul sito “Prenota Vaccino”, a fronte di 20 mila persone. Queste persone hanno ricevuto direttamente il codice di prenotazione composto da 8 cifre, che dà loro la possibilità di prenotarsi direttamente sul portale. Le agende saranno aperte per le giornate dal 9 all’11 aprile. E per i 15 mila che resteranno fuori saranno aperti posti dal 23 aprile al 9 maggio, confidando per allora in nuove forniture.
In altre parole: “Si naviga a vista”, confessano da Palazzo Vecchio. Il vero problema è però molto più banale (per certi versi). “Moltissime delle persone che potrebbero in questo momento avere accesso al vaccino non hanno ancora fatto la prenotazione semplicemente perché non sanno di avere questa possibilità”, spiega un interno al Comune di Firenze.
La Regione Toscana ha deciso di informare i propri cittadini con una formula social: Facebook, Instagram e altre piattaforme “non coprono la totalità della popolazione, e tengono fuori gran parte di coloro che già avrebbero diritto al vaccino”, continua la fonte. In più, l’unica modalità prevista per la prenotazione è quella telematica, anche per coloro nati tra il 1941 ed il 1945, per i quali, come se non bastasse, al momento il portale è chiuso perché non ci sono nuovi vaccini.
“Molti dei pazienti più anziani non possiedono un computer e non hanno una linea internet. Molti di loro, anche se ce l’hanno, non sono in grado di portare a termine autonomamente la procedura di prenotazione, seppure in teoria semplice. Quindi restano tagliati fuori”, spiega la dottoressa del centro di vaccinazione.
La prenotazione è diventata una corsa al click più veloce. E una domanda sorge spontanea anche per quei soggetti estremamente vulnerabili, ovvero affetti da gravi patologie, da gravi deficit fisici e/o mentali: come possano fare a prenotare l’appuntamento per il vaccino in questo modo? “A tal fine verrà inviato sms informativo agli utenti interessati”, si legge nelle indicazioni della Regione Toscana, firmate dai dirigenti Carlo Rinaldo Tomassini e Giovanni Massini. Il che, come si può ben immaginare, non risolve la questione.
Nel frattempo la Regione, in questi giorni, ha raggiunto il 50 per cento degli anziani interessati con almeno la prima dose: 160 mila su 320 mila, mentre sono 72 mila i richiami fatti. Troppo pochi, se si pensa che a Firenze quasi un ricoverato su due è colpito da Covid e che “gli ospedali sono di nuovo al collasso, senza più letti per Degenza e Chirurgia”, come racconta Matteo, un infermiere di ruolo al Cto (Centro traumatologico ortopedico) di Firenze.
“Bisognava chiudere prima tutta la Toscana”, è il coro degli epidemiologi, secondo i quali la decisione di procedere per microzone rosse con chiusure provinciali e per aree omogenee è stata un fallimento.
I reparti sono pieni soprattutto nelle strutture sanitarie dell’area Toscana Centro. Nella regione ci sono 1.991 persone ricoverate, oltre 550 in più rispetto al picco della prima ondata un anno fa, e 137 in meno rispetto al culmine della seconda, registrato il 23 novembre scorso. Di queste 279 in terapia intensiva, il massimo un anno fa era stato 295 e a novembre 298.
“Siamo veramente al limite”, continua l’infermiere. “E molti di noi che non hanno potuto fare il vaccino prima, adesso si trovano di nuovo in corsia con il rischio di essere contagiati perché le dosi non ci sono”.
Non è un caso, quindi, se il Codacons ha denunciato la Regione Toscana per abuso di atti d’ufficio e organizzato una class action risarcitoria, mentre, spiegano a TPI, alla procura di Firenze si contano i giorni per far scattare un’inchiesta sulla gestione della campagna vaccinale da parte della giunta regionale.
Se tutto ciò non bastasse, infatti, secondo un esposto presentato dal professore e manager Stefano Sandri, i numeri non tornano: sono 234mila le dosi di vaccino somministrate, al 23 marzo, alla categoria professionale dei sanitari e sociosanitari e anche considerando due dosi a tutti si tratterebbe di 117mila persone. Ma tale categoria professionale avrebbe in Toscana tra le proprie fila solo 72mila persone, secondo dati Istat del 2019.
Da qui l’attacco di Fratelli d’Italia e Forza Italia sui presunti 40mila vaccinati fantasma che, dopo il sì in Consiglio regionale, si trasforma in una commissione speciale per “il supporto, monitoraggio e controllo della campagna vaccinale” anti-Covid.
“Se qualcuno avesse alzato la mano confessando di aver sbagliato qualcosa, nessuno si sarebbe accanito, perché è una situazione straordinaria per tutti. Invece si continua a preferire il silenzio, quindi la commissione era l’unica via percorribile”, dice a TPI Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale toscano.
A non essere vaccinati, continua Torselli, sono anche “i volontari delle associazioni con compiti di Protezione Civile che, ancora oggi, si trovano ad operare in prima fila, spesso a contatto con persone ammalate o positive al Covid”. Si tratta di volontari che fanno servizio sulle ambulanze, che accompagnano i soggetti non trasportabili per visite specialistiche o esami diagnostici, coloro che nel periodo più duro stavano fuori dai supermercati a misurare la temperatura ai clienti, coloro che assicurano la spesa e i farmaci a chi si trova in quarantena o in isolamento domiciliare.
Mentre ad aver ricevuto l’iniezione, secondo dati e indiscrezioni dalla Regione, oltre a medici, infermieri e operatori socio-sanitari, sono stati anche gli avvocati e i praticanti avvocati (ragazzi di 25-30, che secondo il Consiglio Nazionale Forense, da noi interpellato, sono 2.000 in tutta la Regione). E poi gli amministrativi, gli psicologi (ammessi tutti gli iscritti all’Ordine, più di 7mila in Toscana), gli assistenti sociali, i veterinari, i giardinieri, i manutentori, le maestranze dei cantieri (idraulici, muratori, elettricisti, imbianchini), gli addetti alle mense, cuochi, studenti iscritti a Medicina dal terzo anno. Un numero ancora non precisato, per il quale TPI ha inoltrato una richiesta di accessi agli atti FOIA alla giunta regionale: siamo in attesa di risposta.

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