«Esami clinici e sprechi»
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fonte:
- La Sicilia
In relazione all’articolo che si è letto su La Sicilia di
venerdì 13 a pagina 10 dal titolo “Troppi esami dia-
gnostici inutili”, ritengo necessarie alcune conside-
razioni in merito agli sprechi lamentati dal Ministro
per la salute Lorenzin che condivido pienamente. Se
si considerano tutti gli esami inappropriati che ven-
gono prescritti ogni giorno in Sicilia, le cifre degli
sprechi sono nell’ordine dei milioni di euro l’anno.
Ad esempio, tradizionalmente l’azotemia si associa
routinariamente alla creatinina come indice di fun-
zionalità renale. Questa prescrizione basata più sua-
bitudine prescrittiva che su reali esigenze cliniche
induce un rilevante spreco dato di denaro pubblico
dato che per valutare la funzionalità renale ci si può
basare sulla sola creatininemia che, oltretutto, non
risente dell’apporto idrico e della dieta e quindi è un
dato clinico molto più affidabile dell’azotemia. Ba-
sterebbe limitare l’azotemia ai dializzati e a pochi
casi clinici selezionati (grandi ustionati, ecc) e si
potrebbero realizzare considerevoli risparmi di spe-
sa sanitaria da destinare alla prevenzione che in Si-
cilia è pressoché inesistente. Dai flussi C ed M che
sono gli esami rendicondati al Servizio Sanitario
Regionale si rileva scarsa appropriatezza prescritti-
va, ad esempio, nella prescrizione sistematica della
GOT sempre associata alla GPT. Se si considera che si
tratta di esami routinari è facile calcolare quanto
spreco comporti tale inappropriatezza prescrittiva.
Molti esami tra i 728 presenti nel nomenclatore ta-
riffario nazionale, pur essendo obsoleti e di scarsa
efficacia diagnostica si prescrivono ancora. E’ vera-
mente paradossale che il suddetto tariffario risalga
a ben 25 anni fa e non sia stato mai aggiornato! Tra
l’altro anche l’inutile e fastidioso profilo glicemico
orario, pur non essendo più previsto dalle Linee
guida regionali per la patologia diabetica, risalenti al
2005, causa sperpero di denaro pubblico e la perdi-
ta immotivata di una giornata lavorativa per il pa-
ziente dato che ancora si prescrive routinariamente.
Ma gli sprechi riguardano anche gli ospedali che ri-
petono sistematicamente gli esami effettuati sul
territorio dalle strutture pubbliche private accredi-
tate e talora anche per un semplice trasferimento di
reparto del paziente. Occorre aggiornare al più pre-
sto il nomenclatore tariffario se si vuole veramente
cominciare un percorso di risanamento della gestio-
ne economica della Sanità.
DOTT. GIOVANNI TRINGALI Responsabile salute e alimentazione Codacons
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