20 Giugno 2002

Esami blindati, una beffa

Esami blindati, una beffa

Dopo un`ora temi on-line



ROMA ? Polemiche, critiche, lodi e, naturalmente, strascichi anche giudiziari.
Perché nonostante le fanfare della vigilia e le «blindature» promesse e garantite, neanche un`ora dopo l`inizio della prova d`italiano scritto per la Maturità, su alcuni siti erano già disponibili le tracce dei temi. E tutto ciò nonostante fossero state impartite direttive precise sul divieto, per gli studenti, di portare in classe il telefonino, pena l`esclusione dall`esame.
Presidenti «fantasma»
Telefonino o no, comunque, Radio Capital già alle 10,40 aveva diffuso il testo integrale delle tracce che avrebbe dovuto rendere pubbliche il ministero almeno un paio di ore dopo. E ancor prima erano arrivati alcuni siti Internet, tra i quali quello del giornale telematico Il Nuovo. it. o quello più noto ai giovani: studenti.it.
Ma non è finita qui, perché la polizia telematica ? che già da giorni vigilava sulla Rete a caccia delle solite indiscrezioni e di quanti, a pagamento, cercavano di attirare gli studenti in trappole da «soffiate garantite» ? ha segnalato alla Procura un pugno di siti (probabilmente 5) che, ben prima che gli argomenti dei temi fossero resi pubblici, aveva pubblicato le tracce non in maniera generica ma dettagliata. E probabilmente per questi scatterà la denuncia.
Un`altra denuncia, poi, l`ha presentata il Codacons contro un diverso sito che prometteva, a pagamento, indiscrezioni per i maturandi.
Code giudiziarie in vista, quindi, anche per gli esami di quest`anno. Ma non è un fatto nuovo, precedenti se ne contano a decine, telefonini o meno.
Ma per la Moratti è sicuramente uno smacco, vista l`attenzione maniacale delle circolari che stabilivano tempi e modalità delle misure di «sicurezza» per evitare ogni fuga di notizie.
E proprio contro la Moratti, arrivando a chiederne le dimissioni, si sono scagliati alcuni esponenti della Margherita e in particolare Enzo Carra. La blindatura, per il parlamentare, non ha retto e il ministro ne dovrebbe trarre le opportune conseguenze.
La vigilanza, come sempre, era delegata ai professori. E anche qui c`è stata un`accusa. Secondo quanto riferito dagli studenti dell`Uds, i presidenti di commissione esterni, unici «sconosciuti» tra gli insegnanti, si sono visti pochissimo o non si sono visti per niente. Anche perché, ricordano gli stessi studenti, ognuno di loro deve presiedere più di una commissione e nessuno «ha il dono dell`ubiquità».
A fronte di una rete di controlli che ha mostrato più di una falla, ci sono stati però anche episodi di vera e propria vigilanza ferrea. Come al Liceo Visconti di Roma, dove un commissario ha accompagnato fino alla porta del bagno ogni allievo che ha fatto richiesta di assentarsi per un bisogno fisiologico.
Il giallo sul Welfare
A Lanciano, invece, la psicosi da fuga di notizie ha convinto il presidente esterno dell`Istituto professionale per il commercio «Pietro De Giorgio» a barricare letteralmente con banchi e sedie i corridoi per isolare le aule dove si svolgevano gli esami. Qualsiasi richiesta dei professori (fogli, penne etc.) è stata accontentata dai bidelli con passaggi di mano attraverso lo sbarramento.
Infine, l`ultimo giallo. Un ipotetico errore contenuto in una delle tracce e precisamente in quella sul Welfare. In alcuni testi ? secondo quanto riferito da Alternativa studentesca ? la nascita del termine sarebbe stata fatta risalire a dopo la prima guerra mondiale e non dopo la II, come realmente avvenne.
I testi errati sarebbero stati distribuiti in istituti di Roma e Torino. Il ministero però ha confermato che le copie delle tracce distribuite «erano tutte regolari e i testi pervenuti nelle aule corretti».


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