Esame negato, esposto contro l’ Asl
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fonte:
- il Tirreno
PRATO La polemica sui vaccini finisce sul tavolo della Procura di Prato per un caso tutto pratese denunciato al Codacons nazionale. Il caso è quello di un bambino che, come tanti prima che riprenda l’ anno scolastico, dovrebbe essere sottoposto alle famose dodici vaccinazioni obbligatorie, al centro di roventi discussioni politiche ancor prima che la proposta di legge del governo diventasse decreto. I genitori il 27 giugno scorso, si erano rivolti all’ Asl per chiedere una serie di analisi pre-vaccinali prima di sottoporre il proprio figlio alla puntura, per essere sicuri che non vi fossero problemi e contro-indicazioni. La risposta da parte dell’ Asl è stata negativa, un no categorico: non c’ è bisogno di alcuna analisi. «Non esiste alcuna evidenza scientifica sulla utilità della esecuzione di esami ematochimici e strumentali prima delle vaccinazioni» ha risposto per scritto al Codacons, nel frattempo interpellato dalla famiglia, il direttore generale dell’ Asl Toscana Centro Emanuele Gori. La decisione dell’ associazione consumatori è stata immediata: presentare un esposto alla procura per gli esami negati e all’ Ordine dei medici per il comportamento del direttore generale, secondo il Codacons di dubbia correttezza deontologica. L’ esposto poggia sul presunto mancato rispetto, da parte dell’ azienda sanitaria, della legge 210 del 1002, che sancisce l’ esistenza di “rischi e complicanze dei vaccini”.«Abbiamo deciso di presentare un esposto alla procura di Prato e all’ Ordine dei medici di Firenze, affinché accertino se il rifiuto della Asl sia legittimo e se il comportamento del direttore generale dell’ ente sia deontologicamente corretto – afferma il presidente Carlo Rienzi – In un momento in cui è grande la preoccupazione dei genitori circa il tema delle vaccinazioni, crediamo sia doveroso accogliere le richieste di chi chiede esami pre-vaccinali, e sia scorretto affermare in modo assoluto che tali analisi siano del tutto inutili».L’ esposto alla Procura sugli esami pre-vaccinali non concessi arrivano dopo il recente caso del bambino pratese di 8 anni che è stato vaccinato su ordine del giudice. In quel caso si trattava di una vaccinazione contro la meningite B, pneumococco, influenza, tetano e difterite. Il padre si era opposto alla vaccinazione, che la madre invece voleva far fare: i coniugi si stanno separando e l tra le cose su cui non si trovano d’ accordo c’ è anche la salute del figlio. La madre, come la maggioranza degli italiani, pensa che vaccinarsi sia utile, mentre il marito pensa che i vaccini facciano male.Alla fine ha deciso il giudice in un pronunciamento che, anche se apparentemente banale, è stato uno dei primi di questo tipo dopo l’ approvazione del decreto legge 73 sui vaccini, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 giugno scorso, cioè il giorno prima dell’ ordinanza firmata dal giudice Simoni. Un’ ordinanza che richiama espressamente la nuova norma con l’ elenco delle vaccinazioni obbligatorie, tra cui figurano le cinque a cui la madre vuole sottoporre il figlio. «In presenza di un dissidio insanabile tra i genitori – ha scritto il giudice – che riflette quello esistente nella società civile e nella comunità scientifica, la decisione, indubbiamente difficile, non può che essere ancorata a criteri obiettivi al solo fine di assicurare la massima tutela alla salute del minore».Francesco Albonetti.
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