12 Giugno 2002

Esame di stato: il Codacons protesta per un sito

esame di stato / «Genitori state alla larga»
Sei studenti su dieci sotto stress in famiglia


ROMA ? La «sindrome da esame di stato» più che i diretti interessati, ovvero gli studenti, sembra coinvolgere in modo più passionale i genitori che, per questo, non esitano a pressare i figli, sino a divenirne ?nemici?. Almeno questo è ciò che sostiene un`indagine (condotta su un campione di 884 ragazzi e ragazze) del Centro studi per l`adolescenza fatta per la trasmissione «L`Italia sul 2», che andrà in onda oggi. Addirittura, secondo l`indagine, uno studente su tre subisce vere e proprie minacce dai genitori e, per eludere questa situazione, si rifugia in lunghe telefonate o in sms a raffica. I genitori, insomma, per sei studenti su dieci sarebbero i veri nemici dello studio: «onnipresenti, colpevoli di trasmettere ansia e stress, oppure vocianti come bambini e non curanti della presenza dei ragazzi». E in quattro casi su dieci «scattano odio e ostilità», con i ragazzi che si chiudono a riccio, dandosi ad sms, musica in cuffia e ai videogame. I genitori, addirittura, stando ai risultati della ricerca, sono per i ragazzi fattori di disturbo e di ansia più dei professori (41%). Al terzo posto anche amici e amiche (31%) che «costituiscono la tentazione di uscire e mollare i libri» o «telefonano al momento meno opportuno quando ancora mancano pagine e pagine da ripetere». Vengono poi fratelli e fratellini (22%). Negli studenti alla vigilia degli esami «il desiderio che scatta è quello di fuggire su un`isola deserta in compagnia dei libri», mentre «non si salvano la fidanzata e il fidanzato di turno». Per il 17% dei giovani intervistati la ragazza o il ragazzo diventano «stressanti, assillanti ed egoisti». Quali i modi con cui i genitori interferiscono negativamente sui figli in questo periodo? Quello più comune (nel 75% dei casi) è di «esercitare pressioni continue così da sviluppare all`inverosimile nei ragazzi ansie e angosce». Papà e mamme, poi, non rispetterebbero gli orari dei figli, imponendo quelli di pranzi e cene (43%), spesso alzando al massimo il volume della tv senza curarsi che nella stanza accanto c` è chi sta studiando (38%). Il 31% dei ragazzi confessa che non mancano le minacce: no alle vacanze e all`università, niente soldi se gli esami non vanno come si aspettano loro. Talvolta, secondo i figli, i genitori si ?macchiano? di comportamenti immaturi: invitano amici o organizzano feste (16%) con grave danno per lo studio dei ragazzi; si assentano per lunghi periodi e lasciano ai figli la responsabilità della casa (13%).


?DOPING? . Un quinto degli esaminandi si dice intenzionato a fare ricorso a sostanze illegali o dopanti. È il dato definitivo emerso dal sondaggio lanciato da
Studenti.it , su un campione di 1407 studenti. Il 19,4% di loro ha infatti affermato che «prenderà qualsiasi cosa pur di arrivare al diploma». In particolare, il 9,5% degli intervistati dichiara che userà «tutte le medicine, anche le più forti, ma non sostanze illegali»; il 19,2% userà solo medicine naturali; il 19,4% non pone limiti e dice che userà «qualsiasi cosa, perché il fine giustifica i mezzi». Solo il 32,2% si dice sicuro di arrivare all`esame basandosi sulle proprie forze.


PROF ?SCHEDATI? . Si accende la polemica sul sito «Cercaprof» di
Studenti.it che svela manie, fissazioni e domande più frequenti dei presidenti delle commissioni: il Codacons chiede di sospendere il servizio che, afferma, «può avvantaggiare o gravemente danneggiare gli studenti e viola la privacy degli insegnanti». Il «Cercaprof», secondo il Codacons, è infatti un «servizio di discutibile utilità». Inserendo il nome del professore ricercato, sottolinea l`associazione per la tutela dei consumatori, «compaiono le domande che lo stesso pone con maggior frequenza ai propri alunni e le sue principali caratteristiche. Ad esempio, per una professoressa di Roma ? rileva il Codacons ? si legge: «Sta in fissa con Petrarca; è di sinistra; è una femminista convinta». Di un altro si dice: «Se avete la fortuna di appartenere al gentil sesso sarà più ben disposto; fate i brillanti, penalizza gli insicuri; se lo impressionate lo avrete ai vostri piedi».


LA PROTESTA . Contro la riforma della scuola targata Moratti e contro la politica dell`attuale ministro dell`Istruzione, i Cobas della scuola invitano i professori alla mobilitazione durante lo svolgimento degli esami. Niente scioperi, però, ma solo perché «la famigerata legge 146 impedisce, sanzionando assai pesantemente, gli scioperi durante gli esami». I Cobas annunciano così una serie di pubbliche manifestazioni di protesta: il 17 giugno davanti alle sedi di provveditorato e il 19 giugno davanti ad alcune scuole in tutte le città prima dell`inizio degli esami.

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