19 Febbraio 2003

Errore Istat, ?Via i vertici?

La polemica sui prezzi. L?Intesa denuncia lo sbaglio e chiede le dimissioni del presidente

Errore Istat, ?Via i vertici?

L?inflazione è scesa al 2,7%. Poi il mea culpa: no, è al 2,8% I consumatori: manipolato il dato sulla spesa farmaceutica

ROMA ? Mea culpa dell?Istat: l?inflazione a gennaio non è scesa al 2,7% ma è rimasta stabile al 2,8% come a dicembre. A smascherare l?errore dell?istituto di statistica è stata l?Intesa dei consumatori che ha denunciato una «manipolazione» del dato sulla spesa farmaceutica, nel quale sono state conteggiate diminuzioni da calcolare invece nel mese successivo. Una volta che l?Istat ha ammesso l?errore, i consumatori hanno chiesto le dimissioni del presidente dell?istituto, Luigi Biggeri. L?affondo dell?Intesa è arrivato dopo due settimane di tregua nelle polemiche che da più di un anno vedono l?Istat costantemente sotto tiro. Secondo le statistiche rese note ieri mattina e poi corrette dallo stesso Istituto di statistica, il settore dei servizi sanitari e delle spese per la salute aveva registrato il mese scorso un calo addirittura dell?1,3% rispetto a dicembre e dello 0,3% su gennaio 2002. A pesare sulla flessione era stata la diminuzione del prezzo delle medicine, sceso del 3,5%. Un dato più unico che raro (la voce spese per la salute è la sola ad aver registrato una variazione negativa) che non è sfuggito, ma ha anzi insospettito, le associazioni dell?Intesa dei consumatori, pronte a smascherare l?errore. Con un giorno di anticipo rispetto alle regole (i prezzi devono essere tutti sempre rilevati entro il 15 del mese), l?Istat ha fatto rientrare nel conteggio dell?inflazione di gennaio le diminuzioni imposte dal decreto sulla riclassificazione dei farmaci entrato in vigore il 16 dello scorso mese. «Non ci sono dubbi ? afferma l?Intesa ? il calo dei medicinali doveva essere conteggiato nelle rilevazioni dei prezzi successivi al 15 gennaio 2003 per rispettare sia la normativa Istat che il decreto del ninistero della Salute». L?Istituto di statistica, «ormai più realista del re», dicono i consumatori, avrebbe insomma anticipato dati che dovevano essere computati a febbraio per dimostrare un?inversione di tendenza che invece non c?è stata. Di fronte alla denuncia dei consumatori, l?Istat è stato così costretto a fare retromarcia e ad ammettere l?errore, ricalcolando i dati di gennaio: l?inflazione non è tornata al 2,7%, cioè ai livelli di ottobre 2002, come precedentemente affermato, ma è al 2,8%, stesso tasso di dicembre, esattamente come avevano previsto i consumatori. Rivista al rialzo anche la variazione mensile: +0,4% rispetto al mese di dicembre. L?Intesa canta vittoria e chiede che «la cupola Istat, Biggeri, Oneto, Mancini e compagnia cantando» vada a casa.

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