16 Giugno 2017

Erika, la procura indaga per omicidio colposo. Cordoglio Juve, da Buffon a Bonucci e Marchisio

 

Dopo la morte di Erika Pioletti , deceduta dodici giorni dopo essere stata colta da infarto nella calca di piazza San Carlo, durante la finale di Champions League del 3 giugno scorso, la procura di Torino indaga anche per omicidio colposo. Il reato si aggiunge a quello di lesioni aggravate plurime ipotizzato subito dopo la bolgia scoppiata in piazza San Carlo, in cui sono rimaste ferite 1500 persone, la maggior parte a causa dei cocci di bottiglia. Questa mattina i magistrati hanno bloccato l’espianto degli organi e disposta l’autopsia sul corpo della donna. Intanto prosegue da parte della magistratura l’analisi della documentazione acquisita negli uffici degli enti organizzatori dell’evento e nelle sedi delle istituzioni che avrebbero dovuto garantire la sicurezza della piazza. In una nota il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, scrive in un a nota che «In data odierna sarà conferito incarico di consulenza tecnica per accertare le cause della morte della signora Pioletti».
LA JUVE

«Rabbia. Dolore. Sconcerto. Sono vicino a tutti i familiari, parenti e amici di Erika. La mia preghiera e il mio pensiero», scrive su Facebook il portiere della Juventus, Gianluigi Buffon. «Una tragedia atroce e assurda. Non ci sono parole per quanto successo ad Erika. Solo silenzio e rispetto di fronte a una morte inaccettabile» scrive, sempre su Facebook, il numero 19 bianconero Leonardo Bonucci. «Purtroppo Erika non ce l’ha fatta. Non ci sono parole per esprimere il dolore. Solo silenzio, vicinanza alla famiglia e rispetto», scrive sul suo profilo Instagram il centrocampista della Juventus Claudio Marchisio.

L’ATTACCO DEL CODACONS

Durissimo il comunicato diffuso questa mattina da Carlo Rienzi, presidente del Codacons. «Ora la procura proceda per concorso in omicidio con dolo eventuale». Perché, insomma, i responsabili dell’evento non avrebbero adottato tutte le misure di sicurezza necessarie: un’omissione che avrebbe poi causato la stessa tragedia. «In base al nostro ordinamento, infatti, il dolo eventuale si verifica quando un soggetto pone in essere un comportamento accettandone i rischi e le conseguenze che, seppur non volute, appaiono possibili. Nel caso specifico – prosegue Rienzi – le tante carenze sul fronte della sicurezza in piazza San Carlo, dalle vie di fuga alla vendita di alcolici passando per l’ingresso di bottiglie di vetro, hanno di fatto reso probabile il verificarsi di incidenti anche gravi».

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