26 Ottobre 2002

Ercoli: «Ci vuole un?authority che ispezioni»

Calvaresi: «Basta
con la caccia
all?untore».

Ercoli: «Ci vuole un?authority che ispezioni»

Basterà un adesivo giallo-blu con la scritta ?Prezzi sotto controllo“ per iniziativa di Confcommercio (una sorta di autocertificazione esposta sulle vetrine degli esercizi commerciali) a tenere a bada un?inflazione che galoppa al 2,7% ? E soprattutto, la poca disciplina di alcuni pubblici esercenti?
Che il consumatore, nel suo quotidiano rapporto col portafogli, si ritrovi spesso strozzato dai costi che lievitano è un dato di fatto. E le nostre tasche lo sanno bene. Ma Confcommercio contrattacca: «Basta con la caccia all?untore! Basta con la demagogia che si è creata intorno ad un aumento dei costi legato all?euro, un mero fattore psicologico. Basta con questo rapporto poco dialettico tra distributore e consumatore ? afferma il presidente provinciale Confcommercio Benito Calvaresi – non dimentichiamo che il commerciante rappresenta l?ultimo anello di una ?catena“ di produzione. E che il più delle volte non fa che adeguarsi a costi aziendali e di produzione che aumentano. Vorremmo invitare i consumatori a riflettere sulla vera motivazione dell?aumento dei prezzi». In altri termini, il commercio avrebbe una sua logica di cause ed effetti nella quale il commerciante non fa che adeguarsi al mercato ed alla grande distribuzione. Dunque Confcommercio dice basta ai diti puntati sugli spesso presunti colpevoli e ad una ?politica del capro espiatorio“ che non gioverebbe a nessuno. Ma come difendersi allora dallo sciacallaggio di quei negozianti che su quel cosiddetto ricarico sui prezzi del prodotto, diciamolo, vanno per conto loro? «Certo, anche tra i commercianti le pecore nere ci sono – ammette il direttore Confcommercio Giorgio Fiori – ma compiono una specie di suicidio verso il loro stesso esercizio. E? un momento delicato con un aumento delle tariffe e una congiuntura internazionale che fa lievitare i costi delle materie prime e dei trasporti. Un legittimo ricarico del prezzo del prodotto permette all?operatore commerciale di sopravvivere. Ma ricordiamo che il commerciante è altresì un consumatore. E che le leggi della concorrenza, si sa, sono spietate». Non sembrano dello stesso avviso le associazioni dei consumatori. Da Federconsumatori ad Adiconsum a Codacons si fanno portavoce di chi si sente spesso truffato ed ha il dente avvelenato. «Non esiste ancora in provincia un?authority ad ispezionare le attività commerciali – precisa Eugenio Ercoli di Adiconsum – e c?è chi si dà ai soprusi. Purtroppo brancoliamo nel buio perché non abbiamo rilevazioni sui dati precisi del caro-prezzi in provincia, ma giorni fa in una trasmissione radiofonica locale sull?argomento sono arrivate in meno di due ore ben 46 telefonate di protesta da tutto il territorio. I furbi approfittano del basso grado di alfabetizzazione presente soprattutto in molti piccoli centri per imbrogliare la gente in buona fede». Dello stesso avviso il segretario della sezione ascolana della Federconsumatori, Antonio Ficcadenti: «Constatiamo che anche i grandi centri commerciali hanno gonfiato i prezzi in modo esorbitante. Con l?iniziativa Prezzo Amico, fino al 31 dicembre, un accordo tra Confesercenti e la nostra associazione garantirà un controllo su 40 prodotti. Ora anche Confcommercio presenta una proposta analoga. Ma non ha preso accordo con alcuna associazione di consumatori».

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