19 Maggio 2007

Erano stati praticamente “abbandonati” all’aeroporto di Fontanarossa…

La stagione balneare

Erano stati praticamente "abbandonati" all’aeroporto di Fontanarossa in attesa di partire per la Turchia per una vacanza da sogno. E da sogno – trasformatosi però in incubo – è stata. Centosessantacinque turisti hanno atteso "solo" 16 ore prima di potersi imbarcare sull’aereo che li avrebbe portati ad Istanbul. Un inconveniente nel quale molti turisti si imbattono, soprattutto nel periodo più frenetico delle vacanze – agosto – e soprattutto quando ci si affida a compagnie aeree che non hanno i mezzi sufficienti o, peggio ancora, a tour operator approssimativi. In genere il turista beffato, una volta rientrato a casa dimentica tutto e "giura" di non ripartire più con gli stessi organizzatori. Qualche volta, però, c’è qualcuno che si arrabbia veramente e dall’aeroporto se ne va dritto dritto in Tribunale. Così hanno fatto 12 turisti che avevano acquistato (assieme ad altri) da un tour operator il pacchetto per la vacanza a Istanbul. Si sono rivolti al Codacons che ha presentato causa. Il Tribunale civile ha dato loro ragione disponendo che il tour operator risarcisca il danno per 12mila euro complessivi. I passeggeri sarebbero dovuti partire alle 9.30 del 9 agosto 2002. Invece si imbarcarono solo alle 02.00 del giorno successivo, in piena notte e con un ritardo di circa 16 ore dalla prevista partenza e ben 18 ore dal loro ingresso in aereoporto. Tutto questo senza ricevere alcuna assistenza, né informazioni, se non dopo una denuncia all’Ufficio della Polizia di Frontiera di Catania, cosa che procurò loro anche un buono pasto appena sufficiente per un panino. Inoltre giungendo ad Istanbul con un giorno di ritardo e nonostante la stanchezza furono costretti a rispettare necessariamente il programma del viaggio ed effettuare la visita della città di Istanbul, barcollando per la stanchezza. "Il Tribunale – hanno spiegato gli avvocati Floriana Pisani e Domenico Fabiano – dell’Ufficio legale regionale del Codacons – ha accolto le nostre ragioni affermando nella sentenza il diritto dei turisti ad ottenere il risarcimento del danno da vacanza rovinata". "La sentenza – ha commentato Francesco Tanasi segretario nazionale del Codacons – è di quelle che conferma in pieno una linea di tendenza che è importante mettere in evidenza per convincere i turisti e soprattutto i tour operator che i contratti di vendita di pacchetti turistici devono essere rispettati e non ci devono essere più spazi per arbitri e abusi che purtroppo in passato sono costati cari a molte persone in termini economici e morali". Gli avvocati del codacons si sono appellati al decreto legislativo n. 111 del ’95 poi ripreso dal "Codice del Consumo", vale a dire il decreto legislativo n. 206 del 2005 che regolamenta i cosiddetti "pacchetti turistici".
Carmen Greco

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