Erano stati praticamente “abbandonati“ all`aeroporto di Fontanarossa
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fonte:
- La Sicilia.it
Erano stati praticamente “abbandonati“ all`aeroporto di Fontanarossa in attesa di partire per la Turchia per una vacanza da sogno. E da sogno – trasformatosi però in incubo – è stata. Centosessantacinque turisti hanno atteso “solo“ 16 ore prima di potersi imbarcare sull`aereo che li avrebbe portati ad Istanbul. Un inconveniente nel quale molti turisti si imbattono, soprattutto nel periodo più frenetico delle vacanze – agosto – e soprattutto quando ci si affida a compagnie aeree che non hanno i mezzi sufficienti o, peggio ancora, a tour operator approssimativi. In genere il turista beffato, una volta rientrato a casa dimentica tutto e “giura“ di non ripartire più con gli stessi organizzatori. Qualche volta, però, c`è qualcuno che si arrabbia veramente e dall`aeroporto se ne va dritto dritto in Tribunale. Così hanno fatto 12 turisti che avevano acquistato (assieme ad altri) da un tour operator il pacchetto per la vacanza a Istanbul. Si sono rivolti al Codacons che ha presentato causa. Il Tribunale civile ha dato loro ragione disponendo che il tour operator risarcisca il danno per 12mila euro complessivi. I passeggeri sarebbero dovuti partire alle 9.30 del 9 agosto 2002. Invece si imbarcarono solo alle 02.00 del giorno successivo, in piena notte e con un ritardo di circa 16 ore dalla prevista partenza e ben 18 ore dal loro ingresso in aereoporto. Tutto questo senza ricevere alcuna assistenza, né informazioni, se non dopo una denuncia all`Ufficio della Polizia di Frontiera di Catania, cosa che procurò loro anche un buono pasto appena sufficiente per un panino. Inoltre giungendo ad Istanbul con un giorno di ritardo e nonostante la stanchezza furono costretti a rispettare necessariamente il programma del viaggio ed effettuare la visita della città di Istanbul, barcollando per la stanchezza. “Il Tribunale – hanno spiegato gli avvocati Floriana Pisani e Domenico Fabiano – dell`Ufficio legale regionale del Codacons – ha accolto le nostre ragioni affermando nella sentenza il diritto dei turisti ad ottenere il risarcimento del danno da vacanza rovinata“. “La sentenza – ha commentato Francesco Tanasi segretario nazionale del Codacons – è di quelle che conferma in pieno una linea di tendenza che è importante mettere in evidenza per convincere i turisti e soprattutto i tour operator che i contratti di vendita di pacchetti turistici devono essere rispettati e non ci devono essere più spazi per arbitri e abusi che purtroppo in passato sono costati cari a molte persone in termini economici e morali“. Gli avvocati del codacons si sono appellati al decreto legislativo n. 111 del `95 poi ripreso dal “Codice del Consumo“, vale a dire il decreto legislativo n. 206 del 2005 che regolamenta i cosiddetti “pacchetti turistici“.
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