7 Marzo 2009

“Era un tranello, mi hanno ingannato”

«Era un tranello, mi hanno ingannato» E Vitto Claut: con una nostra inchiesta abbiamo toccato grandi interessi IL RACCONTO DELLA VITTIMA

 «È stato un tranello, mi hanno ingannato. Ma io non mollo».  Questo il commento di Pierluigi Chiarla, vittima del pestaggio ad opera di due sconosciuti che lo avrebbero condotto nei dintorni dallo stadio per dissuaderlo dal seguire un caso su appalti irregolari, un’inchiesta che Chiarla sta seguendo da qualche mese per il Codacons di Udine, di cui è presidente provinciale.  Ricoverato all’ospedale di Udine nel reparto di Medicina d’urgenza a causa dei pugni e dei calci subiti, seppur ancora in stato confusionale così racconta al telefono la vicenda: «Mercoledì sera ho incrociato una persona sotto casa che mi ha chiesto se volevo saperne di più su una ditta di cui mi sto interessando per il Codacons; mi sono fidato perché tante persone mi danno informazioni, e così alle 5 del mattino dopo è venuto a prendermi». L’uomo, un friulano secondo Chiarla, smontava infatti dal lavoro a quell’ora: «sono salito in macchina con lui, mi aveva detto che saremmo andati in un bar e invece mi ha portato verso lo stadio. All’improvviso è uscito un altro uomo, credo fosse nascosto nei sedili dietro; mi hanno trascinato fuori, tirato per i capelli, preso a calci e pugni, costringendomi ad ingoiare una manciata di pastiglie. Poi mi hanno detto freddamente: «cosi impari a rompere». Da qui in poi il racconto di Chiarla, forse a causa dei farmaci che lo hanno intontito, si fa più confuso: «sono rimasto in quel parcheggio per più di un giorno, mi sono gelato. La gente pensava fossi un drogato, non riuscivo a muovermi. Credo mi abbia trovato una persona con un cane che passava di lì». La moglie intanto lo aveva cercato ripetutamente al telefono, ormai scarico dal pomeriggio. Nicoletta aveva ricevuto l’ultimo sms alle 6 del mattino di giovedì: «Sono con delle persone, scusa».  «Lo sapevo che prima o poi sarebbe accaduto – commenta lei -, si è sempre esposto tanto con il Codacons».  «Evidentemente – tuona il presidente Vitto Claut, che ieri ha raccolto la denuncia contro ignoti di Chiarla – il Codacons ha toccato un tasto che coinvolge grossi interessi. Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza sui mandanti di questa vicenda, ma sono certo che verranno fuori nomi e cognomi».
 

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