ERA STATO catalogato come il d-day delle parti civili
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fonte:
- Il Resto del Carlino
ERA STATO catalogato come il d-day delle parti civili. Il gran giorno per decidere chi, nel processo, avrebbe indossato la pettorina’ di parte lesa. Così invece non è stato. La colpa? Il gran numero di candidati e la raffica di eccezioni preliminari presentate dagli avvocati nell’insolita aula di tribunale allestita in Fiera. Parliamo del maxi processo Coopcostruttori, ieri tornato in primo piano con la seconda fetta dell’udienza preliminare che dovrà decretare chi, tra i 58 imputati, sarà rinviato a giudizio. Un passaggio fiume, cominciato alle 10 e terminato praticamente a sera con il plotone delle quasi 470 aspiranti parti civili. Numeri alla mano: sono 460 le domande depositate all’udienza scorsa alle quali ieri se ne sono aggiunte altre quattro. Si tratta, per la maggior parte, dei soci legati al Carspac 1 (63) e 2 (350), poi la nuova Coopcostruttori (i tre commissari), il Comune di Argenta, la Provincia, il Consorzio di Bonifica di Paestum (uno dei tanti enti per cui Coop ha eseguito opere pubbliche), la banca Ifis, la Banca di Piacenza, la finanziaria Cofiri, la Cetis, la ditta Fara di Sciacca, più un’altra cinquantina di risparmiatori privati. A causa delle tantissime eccezioni, la stragrande maggioranza delle quali rimandate al mittente, il giudice Monica Bighetti ha rinviato al 12 maggio per la lettura dell’ordinanza che decreterà chi sarà parte civile e chi no. «Oggi si è cercato di fare uscire i soci prestatori dal futuro processo penale dice Massimo Cricca, Carspac 2/Codacons . Ma il gup ha mostrato grande fermezza, non si è lasciata intimidire e ha ascoltato la presa di posizione degli avvocati di parte civile». In pratica per i legali di alcuni imputati i soci prestatori, in quanto tali, non avrebbero titolo autonomo per costituirsi parte civile nel processo penale. Cosa che, a differenza, dal punto di vista patrimoniale avrebbe solamente la nuova’ Costruttori. «Ma noi restiamo fiduciosi aggiunge Cricca di essere ammessi come parti lese». Scettico ma speranzoso si è mostrato Valerio Cellini (Carspac 1): «Più maltrattati di così non si può ha spiegato . Noi soci siamo stati traditi due volte, economicamente e moralmente». Intanto il trasloco alla Fiera pare già terminato. Il 12 infatti, per un problema legato alla fonoregistrazione delle udienze, si tornerà in tribunale. Tre giorni dopo verrà esaminata la posizione dell’imputato più atteso, il presidente Giovanni Donigaglia, stralciata temporaneamente dalle altre 57.
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