20 Gennaio 2017

«Era ora, dopo anni di sofferenza. Adesso i soldi»

    «Era ora, dopo anni di sofferenza. Adesso i soldi»

    SONO RIMASTI seduti immobili per tutto il pomeriggio. Hanno ascoltato le repliche di pm e difensori, poi hanno atteso con pazienza la lettura della sentenza. Gli occhi delle vittime di Raffaele Mazzoni, che dalle 15 di ieri hanno gremito l’ aula in cui si teneva l’ ultima udienza del processo di primo grado, erano piantati sul giudice Debora Landolfi. Orecchie tese, in attesa di sentire il proprio nome durante la lettura del dispositivo e di capire se, finalmente, avrebbero potuto riavere indietro quello che il broker infedele aveva fatto svanire. Al termine della lettura, fanno crocchio intorno ai loro avvocati. Chiedono lumi su una sentenza molto tecnica e articolata. Alle spiegazioni dei legali gli occhi dei più si riempiono di gioia. «Era ora – esulta una vittima -. Era tanto che aspettavano. Ora però dobbiamo capire quanti soldi ci arriveranno». «È ANDATA – commenta soddisfatto un altro truffato dall’ ex mediatore jolandino -. Sono stati quattro anni di pena. Adesso rivogliamo i nostri soldi». Un buon risultato anche per le parti civili, che incassano una prima importante vittoria. «Il giudice ha riconosciuto che quel territorio è stato pesantemente danneggiato da questa vicenda – osserva l’ avvocato Bruno Barbieri, legale del Codacons e di diverse parti lese -. Ci sono stati anche dei tentativi di suicidio, legati proprio alle conseguenze dell’ attività di Mazzoni». L’ avvocato ha un pensiero anche per Mediolanum. «Se avesse accettato le nostre proposte di transazione – sottolinea – avrebbe risparmiato parecchio. Ora paga lo scotto della linea dura tenuta in tutti questi anni». f. m.

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