Era la superprecaria «Ora ho la cattedra»
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fonte:
- Il Gazzettino
«Sono entrata in ruolo alla fine di agosto dopo 21 anni di supplenze in giro per la Marca e ora mi godo questo momento, anche perché ormai per gli insegnanti sembra più un traguardo che non un punto di partenza». Parole e musica di Rita Covre, 46enne di Vittorio Veneto, diplomata al conservatorio e con una specializzazione in pianoforte, che un concorso indetto dal Codacons ha individuato come la docente con più anni di precariato sulle spalle di tutto il Veneto. Quale il premio? La possibilità di fare causa al ministero dell’ Istruzione, potendo contare sull’ assistenza gratuita dei legali del gruppo dei consumatori, per ottenere l’ immissione in ruolo e un risarcimento pari a 40 mila euro. E se è vero che il primo obiettivo l’ insegnate l’ ha appena raggiunto, ottenendo una cattedra d’ insegnamento di strumento alle scuole medie a indirizzo musicale di Mogliano, è pure vero che il secondo farebbe ancora comodo, se non altro perché, oltre al risarcimento, potrebbe puntare a portare a casa anche gli arretrati accumulati in 21 anni di «paga base». «Vedremo, ma confesso che per il momento non ho alcuna intenzione di andare avanti perché, finalmente, posso pensare ad altro e a spendere i soldi per i miei due figli che vanno all’ università – confida Rita Covre – Mogliano è distante da Vittorio Veneto? Vado ogni giorno in treno e non ci sono problemi: per un posto di ruolo si va anche in capo al mondo e, soprattutto in questo periodo, con tutti i problemi che ci sono, non ho proprio il diritto di lamentarmi». Anzi, in questa occasione trova anche il modo di pensare agli altri colleghi che stanno vivendo adesso la condizione di precariato che lei ha vissuto dal 1990 allo scorso 25 agosto. «Ci sono un sacco di insegnanti con decenni di precariato sulle spalle ed io, molto probabilmente, non sono nemmeno quella che ne ha più di tutti – conclude – basta scorrere le graduatorie relative all’ educazione musicale per vedere che ci sono docenti che rischiano di arrivare alla pensione, se mai ci arriveranno, senza aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato».
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